E’ arrivata anche l’Epifania, che tutte le feste
si è portata via e qua e là per l’Italia è giunta anche la Befana, con le sue
calze colme di tutto e di più, carbone compreso. Non qui da noi, perché non
siamo ‘zona’ di pertinenza dell’anziana volante e, stranamente, non c’è stato
neppure alcun sms ‘commemorativo’ dell’evento (si vede che è tempo di crisi
anche per le comunicazioni inutili…
).
Così stamattina, seguendo la consuetudine, ho riposto le piccole bocce rosse e quei pochi e fragili cuoricini dell’identico colore, che, sopravissuti ad un movimento inopportuno delle braccia del consorte, causa di prematura dipartita di alcuni di essi, hanno adornato il mio personale e alternativo alberino natalizio, assieme ai cinque mini-presepi della mia piccola collezione, pronti ad un lungo ‘letargo’ prima del riutilizzo fra circa dodici mesi.
La giornata è poi trascorsa tra un due passi nel sole della tarda mattinata, una sosta imprevista in casa di amici di montagna casualmente incontrati, un pranzo veloce con una ‘dolce’ chiusura, che ci ha visti dar fondo alle ultime ‘tentazioni’ che ancora giravano per casa e, dopo un pomeriggio di completo relax, ci siamo velocemente diretti al cinema Astra, all’altro capo della città, per ‘goderci’ la visione del film ‘The master’.
Ne avevo letto un’entusiastica recensione su Repubblica dello scorso 2 gennaio, che lo giudicava ‘indimenticabile’ e, forte di tale, autorevole parere, ho convinto il consorte ad accompagnarmi, ma dopo due ore di proiezione, sicuramente intensa e di impatto emotivo, usciamo con qualche perplessità sul significato del termine ‘capolavoro cinematografico’.
E dire che mi accontenterei di un bel film d’amore…

Così stamattina, seguendo la consuetudine, ho riposto le piccole bocce rosse e quei pochi e fragili cuoricini dell’identico colore, che, sopravissuti ad un movimento inopportuno delle braccia del consorte, causa di prematura dipartita di alcuni di essi, hanno adornato il mio personale e alternativo alberino natalizio, assieme ai cinque mini-presepi della mia piccola collezione, pronti ad un lungo ‘letargo’ prima del riutilizzo fra circa dodici mesi.
La giornata è poi trascorsa tra un due passi nel sole della tarda mattinata, una sosta imprevista in casa di amici di montagna casualmente incontrati, un pranzo veloce con una ‘dolce’ chiusura, che ci ha visti dar fondo alle ultime ‘tentazioni’ che ancora giravano per casa e, dopo un pomeriggio di completo relax, ci siamo velocemente diretti al cinema Astra, all’altro capo della città, per ‘goderci’ la visione del film ‘The master’.
Ne avevo letto un’entusiastica recensione su Repubblica dello scorso 2 gennaio, che lo giudicava ‘indimenticabile’ e, forte di tale, autorevole parere, ho convinto il consorte ad accompagnarmi, ma dopo due ore di proiezione, sicuramente intensa e di impatto emotivo, usciamo con qualche perplessità sul significato del termine ‘capolavoro cinematografico’.
E dire che mi accontenterei di un bel film d’amore…
2 commenti:
Non ho visto quel film anche se anche io ne ho sentito parlare molto bene. Però ho notato anche io, l'industria del cinema sforna "caolavori" ogni tre giorni, non sembra possibile!
Ciao a presto
E noi che seguiamo con una certa regolarità una rassegna cinematografica ('serate in forma di cinema')in cui sono proiettati film, diciamo così, di un certo impegno, a volte riceviamo delle vere 'mazzate'. Da pellicole che magari hanno vinto premi su premi...
Mah.
Ciao!
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