sabato 7 settembre 2013

Blog-compleanno

 
 
Mi stavo scordando anche quest'anno del blog-compleanno, che ha compiuto il suo primo lustro di vita, senz'altro una ricorrenza significativa.
Ed era un sabato, quel 6 settembre del 2008, quando entrai a far parte dell'allora mondo di Splinder, con il primo post, che intitolai 'Eccomi' (decisamente un titolo fantasioso.. ;-)).
Un mondo nuovo, pieno di sorprese e di soddisfazioni, che mi coinvolse completamente. E ogni volta entravo nella mia 'blog-casa', curiosa e ansiosa di trovare commenti, desiderosa di visitare nuovi 'ambienti' e di conoscere altri blogger. Qualcuno l'ho poi incontrato e frequentato di persona, con altri si è instaurato un rapporto decisamente amichevole che è come se ci conoscessimo personalmente, altri, infine, si sono 'persi'... per il mondo.
E l'altro giorno, mentre stavo rileggendo i primi post, in una botta di 'nostalgia' del tempo che fu, ho ritrovato, tra i tanti, un arguto commento di Misultin. Misultin del lago di Como (o zone limitrofe) che un bel giorno è sparita nel nulla. Chissà come starà, cosa farà, quanto saranno cresciute le sue bambine.
Ecco, mi piacerebbe proprio saperlo...
E intanto, per ricordare degnamente questo compleanno, una torta è d'obbligo, questa, poi, è addirittura ipocalorica :-).
Perciò, buon compleanno, caro blog. Sei stato (e sei) un'importante finestra sul mondo e conto di continuare a prendermi cura di te. Chissà che non arriviamo a più elevati traguardi!!

venerdì 6 settembre 2013

Soldati in prima linea

Erano lì, ieri mattina, all’angolo della centralissima via Oss Mazzurana con via Oriola, schierati, in ordine, efficienti, attenti, sotto un bianco gazebo e attorno al tavolino per la raccolta firme, tra uno sventolio di bandiere dai patriottici colori. Sì, erano i soldati di Silvio, quelli in prima linea contro il complotto pluto-massonico-giudaico e giacobino (già che ci siamo…) dell’italica magistratura e invitavano i passanti a firmare per il referendum ‘per una giustizia giusta’.
Un giovanotto di bell’aspetto, una signora di mezza età alta, bionda e piacente e una consigliera provinciale, eletta nelle file della Lega Nord. Pochi, ma buoni, come si suol dire.
Ed io mi sono fermata un po’ in disparte ad osservarli per qualche istante, curiosa di vedere se mi avrebbero invitata al banchetto per apporre la mia firma.
-NO GRAZIE- avrei risposto con tono sdegnato, oppure -MA NEPPURE PER SOGNO!-
Invece si vede che già dall’aspetto esteriore traspaiono le mie idee politiche, perché, pur in assenza di qualsiasi firmatario, non sono stata degnata di uno sguardo.
Probabilmente ho il look da comunista!!!
Battute a parte, posso dire che
nono ne posso più delle vicende giudiziarie del grande perseguitato e dei suoi continui ‘avvertimenti’?
E godersi serenamente il viver che ancor gli daran le stelle, in una delle tante sontuose dimore, accudito e coccolato dalla giovane e disinteressata fidanzata???
Non sarebbe una buona idea?
Per lui e per molti di noi…

mercoledì 4 settembre 2013

Settembre

Settembre, si ricomincia e ci si prepara. A passi lenti, con calma, grazie anche a queste giornate splendide splendenti, con sole smagliante e temperature ancora assai calde (gli unici tre giorni di tempo bruttarello ce li siamo ‘beccati’ noi nella vacanzina montana.. ).
Così ieri mattina ho ripreso la cartelletta con quaderni e materiale per la lezione di inglese e mi sono nuovamente inerpicata lungo strade collinari verso la casa della teacher, dove ho ritrovato la compagna di ‘banco’, Cristina, con cui da circa un anno condivido le fatiche ‘conversative’ nell’idioma di Shakespeare. Quasi un’ora e mezzo di intensi scambi su vacanze, viaggi, progetti per il futuro, prima di ridiscendere ‘down town’ e passare di corsa dal fruttivendolo per un minimo di approvvigionamento di frutta e verdura.
Nel pomeriggio, invece, le consuete quattro ore dietro la cassa di Mandacarù, in una giornata un po’ fiacca e con il tempo che passava con esasperante lentezza. Succede, di tanto in tanto e, se non c’è un granché da fare, il rischio di annoiarsi è grande; figurarsi quando il momento clou consiste nel ‘salvataggio’ del coperchio di una teiera in ceramica che una bambina di due anni o poco più afferra con decisione, sfuggendo al controllo (scarso) della mamma intenta a telefonare. E guardarli, i figli, quando si entra in un negozio con oggetti fragili in vista e alla portata anche di ‘manine’? Se ripenso a quando erano piccoli i miei, mi pare di essere stata assai più attenta e vigile… (E per fortuna, poi, un biondissimo e vivace Tommaso si limita a giocherellare con degli oggettini in metallo, mentre la mamma sceglie e acquista una sciarpina e un braccialetto da regalare…)
Quando, finalmente, sono state le 19, mi sono incontrata con le colleghe, ancora in servizio, Gisa e Carla per una serata tra amiche, programmata fin dallo scorso giugno e poi rimandata per improrogabili impegni di colei che avrebbe dovuto essere la quarta del gruppo, Elvira. Ne aveva uno il 20 agosto, per cui l’appuntamento era stato rinviato. ‘Ci vediamo il 3 settembre. Tieniti libera’- le avevo scritto via sms.
Ma l’altro giorno ne era sorto un altro, improrogabile anch’esso. E allora ci siamo trovate anche senza di lei, per una pizza in un locale all’aperto in una strada tranquilla, in una serata tiepida, concludendo con un caffè nei pressi di piazza Duomo. Ed è stato un bel ritrovarsi, con discorsi a tutto campo, le loro attività appena ricominciate, qualche accenno a figli e famiglia, i ricordi comuni, i progetti per il futuro e, last but not least, l’incontro casuale con diversi ex alunni, anch’essi in ‘libera uscita’ nella bella serata tardo-estiva.
Ci risentiamo dopo la metà di ottobre, abbiamo concluso al momento di salutarci, al ritorno del mio viaggio…
Già, perché il 21 di questo mese, con il consorte e gli amici Silvana, Ugo e Renato, partirò alla volta della Namibia, per una vacanza di quindici giorni (viaggi compresi). Sarà un lungo trasferimento aereo, da Milano-Linate a Londra, poi Johannesburg e infine Windhoek, la capitale namibiana. E sarà anche questo, come i precedenti in Patagonia e Stati Uniti, un viaggio ‘intenso’, con lunghi trasferimenti all’interno del paese e tanti, interessanti ‘aspetti’ da scoprire.
Per intanto ci stiamo preparando (oddio, non siamo proprio in dirittura d’arrivo, anzi, poco dopo la linea di partenza.. ;-) ), comunque il programma di viaggio è definito in ogni particolare, gli hotel (et similia) sono stati prenotati, l’auto su cui viaggiare in loco, pure… Ora dobbiamo decidere l’abbigliamento, eventuali medicinali e altri prodotti da portare con noi… e speriamo che tutto vada per il meglio. Oh sì, sì!!

lunedì 2 settembre 2013

Vacanza in Pusteria 3

Mercoledì 28 agosto
Oh no! Ancora cielo coperto e pioggia battente! Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci un tempo simile? E cosa fare quest’oggi? Beh, per intanto andiamo a colazione, poi potremmo fare un salto a San Candido e dedicarci ad un po’ di ‘sano’ shopping. Non vanno forse le due giovinette svizzere (dell’Engadina, ci hanno detto) che siedono al tavolo vicino al nostro, fin a Cortina d’Ampezzo? Bisogna pur riempire la giornata, ci hanno spiegato ieri sera.
E così, una volta saziati gli stomaci e completate tutte le incombenze, compreso un ‘salto’ al fornito reparto di articoli sportivi del supermarket a due passi dell’hotel, siamo pronti a scendere, in auto, fino al più mondano San Candido, Innichen, nella lingua germanica. ‘No te vorai miga nar a pé?’ si era premurato di sapere il consorte.
Non mi passa neppure per l’anticamera del cervello, lo avevo rassicurato. Perciò partiamo ed è a questo punto che, in modo quasi beffardo e provocatorio, smette di piovere, le nubi si aprono e compaiono ampi spazi di azzurro e perfino il sole. Il sole!! Ma allora esiste ancora!
E la giornata assume tutto un altro aspetto: una gradevole passeggiata per le vie della cittadina, lo shopping (misurato, ché non pensiate a tutto uno ‘spendi e spandi’ ;-) ), una bella camminata per tranquilli sentieri verdeggianti, che io poi proseguo, in completa solitudine, mentre è la volta dell’amato bene di sottoporsi alle esperte mani della giovane Rebecca, quindi un po’ di reparto wellness, la cena e, per concludere, un ultimo giro… digestivo, prima di ritirarci per il sonno del giusto.
‘Domani ci sarà il sole. Basta pioggia’- ha assicurato la signora addetta al bar dell’hotel. Speriamo che abbia visto giusto!
 
Giovedì 29 agosto
Eureka!! C’è il sole, il cielo è sereno e le montagne svettano maestose nell’arietta frizzante. Svelti, svelti, ché non è tempo, quest’oggi, di dormire. E alle 7,35, nella sala da pranzo, ci ritroviamo numerosi, le ragazze svizzere, i signori livornesi, gli aitanti coniugi che vengono dalle Marche, diversi ospiti tedeschi, con cui gli scambi… colloquiali sono ridotti al minimo, un Morgen o poco altro, tutti pronti ad approfittare del ritrovato bel tempo.
E allora, via, veloci, in auto al parcheggio della val Fiscalina e poi via, a passo svelto, fino al rifugio di fondovalle, pronti ad intraprendere la salita verso il rifugio Comici. E’ una lunga fila colorata, quella che si snoda lungo il panoramico sentiero che sale con regolarità verso la prima delle mete odierne e sono davvero tanti gli escursionisti che ritroviamo, pressappoco due ore più tardi, all’esterno della struttura. Una rapida sosta, ché la strada è ancora lunga, un’altra salita per giungere alla forcella prima del Pian di Cengia e poi il tratto pianeggiante fino al piccolo edificio in legno con il rosso tetto che spicca contro le rocce bianche. E anche qui, c’è tanta gente assiepata sulle panche esterne e ai tavoli della piccola sala da pranzo, perché è ormai mezzogiorno passato e lo stomaco reclama, dopo le fatiche affrontate.
Poi un’altra ora almeno per raggiungere il top della giornata, il rifugio Locatelli, al cospetto delle spettacolari Tre Cime di Lavaredo, che svettano imponenti con le altre cime a far da corona.
Ed è in questo tratto che il consorte si cala nelle vesti di ‘soccorritore’ di una signora lombarda, pressappoco della mia età, in evidente difficoltà nello scendere il tratto di ghiaione ai piedi del Paterno. Ma basta il braccio del mio atletico marito per dare sicurezza alla malcapitata e aiutarla a superare il tratto a suo parere periglioso.
Quindi, dopo una dovuta sosta al sole all’esterno del rifugio Locatelli, con gli occhi ‘fissi’ sulle pareti rocciose, giunge l’ora di tornare a fondovalle e al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto, per recarci infine all’hotel.
Non c’è che dire, è stata una gran bella escursione, di quelle che ti rimangono negli occhi e nel cuore e non ti fanno sentire la fatica.
E allora, ti sono sembrata ‘fragile’, domando all’amato consorte.
Dirìa proprio de no, ammette, anzi, te hai fat ‘na discesa che te parevi ‘na scheggia…
Ah, menomale…
 
Venerdì 30 agosto
Un’altra bella giornata di sole :-D che ci sollecita ad una nuova, bella escursione, stavolta lungo i sentieri ai piedi delle imponenti cime della Croda Rossa.
A passo veloce, raggiungiamo pertanto l’ovovia che appunto sale alla Croda Rossa, dove ci incamminiamo solitari lungo il sentiero 15 che tra boschi di conifere prima e vasti ghiaioni poi ci conduce verso il passo di Monte Croce Comelico. Una breve ma assai ripida salita e siamo sulla strada militare da cui diparte il numero 124 con meta il rifugio Antonio Berti. E’, questa, una traccia esile e impegnativa, con qualche cordino e staffe metalliche per superare i passaggi più ardui e che richiede, come recitano i ‘breviari’ della montagna, passo fermo e assenza di vertigini. E il sentiero è esattamente come lo ricordavo (l’avevamo percorso nel 2000), lungo e difficile, sul quale non puoi distrarti un attimo per non correre rischi, solo che stavolta dalle mie labbra non esce un solo lamento (ricordo, allora, una serie di ‘geremiadi’…). Finalmente siamo al rifugio Berti, che stavo dando per ‘disperso’, ai piedi delle alte guglie del gruppo del Popera, ricercata meta di tanti rocciatori e/o amanti di vie ferrate. Uno sguardo alle cime e ai ghiaioni sui quali si snodano diversi ‘invitanti’ sentieri e poi giù, in discesa, verso il rifugio Lunelli (una larga traccia sassosa e non sempre comoda), quindi di nuovo salita e una ripida discesa boscosa, prima dell’ultima risalita sotto un sole caldo che ci fa sudare il giusto e, finalmente, siamo al passo di Monte Croce Comelico.
Neppure il tempo di una doverosa sosta per un gelatino o qualcos’altro di goloso, meritato premio di tanto camminare, ché sta partendo l’autobus di linea per Moso. Su, di corsa e poi, quando sono appena scoccate le quattro, eccoci all’hotel e, ancora con lo zaino in spalla, ci ritroviamo davanti al fornito buffet della merenda, ‘reparto’ dolci e, in barba a qualsiasi proposito dietetico, assaggio e uno e due e tre delle accattivanti proposte della casa.
Perché, come disse la celebre Rossella O’Hara, domani è un altro giorno e domani (o dopodomani, o meglio ancora, lunedì), penseremo anche alla linea. ;-)
 
Sabato 31 agosto
Torniamo a casa, in una giornata beffardamente soleggiata e calda. E affrontiamo il traffico da bollino rosso, con un andamento ‘ad elastico’ da Brunico all’ingresso dell’autostrada e con previsioni da brivido per quanto riguarda l’Autobrennero. 134 minuti di percorrenza da Bolzano Nord a Trento Sud, stima il pannello elettronico poco prima del casello settentrionale del capoluogo altoatesino. Da brivido.
Così ce ne usciamo a Bz Nord e percorriamo la statale del Brennero, che, a parte una coda da crisi isterica nell’attraversamento di Laives, nell’immediata periferia della città, ci permette un viaggio senza problemi e raggiungiamo la nostra dimora nel primo pomeriggio, ‘traslocando’ tutti i nostri bagagli dall’auto all’ingresso, all’ascensore e infine nel soggiorno di casa.
-Sol ‘na setimana se stadi via?’-si stupisce la vicina di pianerottolo che casualmente incrociamo –con tuta quela roba lì?-
Eh sì, cara siora, noi viazén sempre bei carichi…
 
E domani, domenica, si ricomincia. A camminare su per aspri pendii, ovviamente. Perché, come ha sottolineato, tra l’ammirato e lo stupito, il figlio maggiore ‘voi non perdete un colpo!’. Finché la dura….
 

mercoledì 28 agosto 2013

Vacanza in Pusteria 2

Lunedì 26 agosto
Non sta piovendo, ma una fitta coltre nebbiosa copre il paesaggio fin quasi a fondovalle.
-Mi pare di essere in Scozia…- commenta il consorte, rimembrando un’umida e grigia vacanza nelle lande scozzesi, con panorami a cm zero.
Già, confermo e, se eravamo sopravvissuti allora, ce ne faremo una ragione anche oggi, concludo.
Così ce la prendiamo con comodo, un’ampia e varia colazione con assaggi di questo e di quello, un po’ di lettura a seguire e, quando stanno per scoccare le dieci, ci prepariamo all’uscita. Scarponi ai piedi, giacca a vento, zaino con copri zaini a portata di mano e ombrellino d’ordinanza (il mio, piccolo e vivace) e bastoncini, ci incamminiamo di buon passo verso la stazione a valle della funivia che conduce sul monte Elmo. La nostra intenzione è di percorrere l’ampio sentiero sommitale, per lunghi tratti una comoda strada sterrata, fino a congiungerci con quello che scende alla malga Nemes e di qui riportarci a Moso. Un tragitto senza particolari difficoltà, al di là della lunghezza, con diversi punti d’appoggio, il rifugio Gallo Cedrone, la Sillianhütte e, ultima ma non meno importante, la citata malga Nemes.
Così facciamo, camminando sotto il cielo grigio che a tratti si ‘apre’ regalandoci vaste vedute della valle sottostante, in qualche momento addirittura con timidi raggi di sole, in altre occasioni avvolti in una specie di bambagia in cui risuonano solo i nostri passi, con l’accompagnamento, di tanto in tanto, del muggito di una mucca al pascolo o del belato di sparute capre che intravediamo in lontananza e talora, tanto per non perdere l’abitudine, accompagnati da una pioggerella, breve e fastidiosa.
C’è poca gente lungo il percorso: una decina di persone salite con noi in funivia e ben presto distanziate, qualche escursionista che troviamo all’interno della Sillianhütte e poi nessun altro, da lì, fino alla malga Nemes. Insomma, una lunga ‘cavalcata’ pressoché solitaria che si conclude verso le 16.15 quando giungiamo all’hotel, stanchi ma soddisfatti. Sì, per quest’oggi abbiamo ‘dato’ ed ora possiamo dedicarci al reparto wellness, una ‘saunetta’ e poi un po’ di relax sui comodi lettini, dove mi immergo nella lettura appassionante del romanzo di Anne Tyler, La figlia perfetta, senz’altro uno dei migliori che ho letto in questi ultimi tempi.
Martedì 27 agosto
Ahimè, anche oggi le nubi sono incombenti, forse meno di ieri o almeno così pare al nostro occhio che si sforza di essere ottimista. Sì, lassù, lassù, ci sembra di intravedere qualche timido lembo azzurro, ma forse è solo la nostra speranza.
Così, anche stamane, facciamo le cose con calma, siamo o non siamo in vacanza? Ci rincorre forse qualcuno? E sono le dieci passate quando ci mettiamo in marcia. Quest’oggi, ci siamo detti, un percorso più breve, ché poi, alle tre del pomeriggio dobbiamo essere di ritorno perché mi attende la giovane addetta alla Spa per un massaggio antistress. E allora, cosa c’è di meglio di una bella passeggiata fino in fondo alla valle Fiscalina, lungo una comoda strada pressoché pianeggiante? Così infatti facciamo, prendendola, invero, un po’ ‘alla larga’, per allungarla quel tanto da farla diventare una ‘quasi’ escursione. Ci spostiamo fino a Sesto e poi percorriamo un bel sentiero nel bosco, lungo il quale numerosi sono i turisti che incrociamo, comprese alcune italiche famigliole con bambini riluttanti e litigiosi e genitori spazientiti, fino a giungere all’imbocco della valle, dove ci ‘immergiamo’ in una specie di processione… pedestre. Decine e decine sono infatti i camminatori, persone di ogni età e di ogni varietà… di abbigliamento e tanti i cani al seguito, anch’essi ad ampio spettro…. razziale.
E lassù, alle pendici di Cima Uno, il sentiero che sale zigzagando con strette curve verso il rifugio Zigzmund-Comici, il primo che si incontra sulla via delle Tre Cime di Lavaredo, lungo il quale si vedono procedere diversi camminatori. E noi? -mi domando- ce la faremo (per via del tempo) a salirvi?- Speriamo proprio di sì!!
Per oggi ci accontentiamo di questa semplice camminata, oltrepassando il super-affollato rifugio di fondovalle, dove appare un’impresa il solo avvicinarsi al bancone del bar e, consumato un rapidissimo pasto a mo’ di pic-nic sul ghiaioso greto del torrente poco distante, sempre con ombrellino a portata di mano perché gli scrosci seguono una tattica… da guerriglia, colpendo quando meno te l’aspetti, anche mentre sei sotto un pallido sole, ce ne torniamo verso Moso e verso l’impegno… rilassante.
E il pomeriggio si conclude con la sottoscritta, tutta bella unta di oli profumati, in relax sui lettini del reparto wellness (-perché dopo il massaggio è meglio non fare nulla- ha consigliato nel suo italiano dall’accento ‘tetesco’ la giovane Rebecca) e con il consorte che si ‘sauna’ fino a stufarsi.
Infine, dopo la cena in cui valorosamente ci impegniamo a gustare tutto quanto ci viene servito, sono d’obbligo quattro passi nella notte, ahimè non stellata, concludendo con l’ultima pioggerella del giorno.
Ci mancava solo quella!!

domenica 25 agosto 2013

Vacanza in Pusteria 1

Sabato 24 agosto
Dopo il violento temporale di ieri pomeriggio e la pioggia della nottata, stamane il sole splende sovrano, anche se le previsioni per i giorni a venire non sono un granché favorevoli. Vuoi vedere che, dopo queste settimane di sole e caldo, proprio questa, che ci vedrà ‘vacanzieri’ in val Pusteria sarà quella che segna la fine dell’estate? A scanso di equivoci, partiamo quindi con un bagaglio ampio ed esauriente: abbigliamento a ‘tutto tondo’, con indumenti di almeno tre tipologie di pesantezza, comprese le calzature, leggere, di medio peso, scarponi, poi borsa della ‘cultura’ con un adeguato numero di libri, più guida delle escursioni, più cartine topografiche, per concludere con zaini e bastoncini da camminata. Quasi un trasloco, insomma ;-)
Partiamo di buon mattino, perché intendiamo fermarci nei pressi di Bressanone e ‘provare’ l’itinerario che mi vedrà capogita il prossimo 18 settembre; il traffico sull’autostrada del Brennero è intenso in entrambi i sensi di marcia, come continua sarà la fila di automobili che poco più tardi incroceremo lungo la statale della Pusteria. Usciti, pertanto, al casello di Bressanone, raggiungiamo il piccolo agglomerato di Novacella, con una rapidissima visita alla splendida abbazia agostiniana, un vero gioiello architettonico con chiesa barocca e storica biblioteca, anch’essa ‘meta’ culturale nella stessa giornata, quindi percorriamo un tratto dell’itinerario previsto. Non ci pare un granché, come percorso, quindi, con tutta una serie di dubbi se effettuarlo o meno, risaliamo in auto e riprendiamo il cammino.
E’ da poco passato mezzogiorno e siamo in anticipo sui tempi previsti, perciò decidiamo una breve sosta a Brunico, la bella cittadina pusterese che si trova quasi a metà della valle. E anche stavolta non rimaniamo delusi: ammiriamo i tipici edifici del corso principale, con le caratteristiche insegne metalliche, le case decorate, i negozi allettanti, quindi saliamo al castello che domina dall’alto la città, un tempo dimora estiva dei principi vescovi di Bressanone, oggi sede di uno dei musei sulla montagna, ‘organizzati’ da Reinhold Messner. Visitiamo con attenzione le diverse sale dedicate ai popoli ‘montanari’ dei diversi continenti, concludendo con la salita all’alta torre del maniero da cui si gode un panorama a 360°.
-Ne valeva la pena- commenta il consorte, prima di ripartire, soddisfatto verso Moso Pusteria, dove giungiamo poco prima delle 16.00.
E qui scopriamo le novità dell’hotel Alpenblick, dopo i lavori della scorsa primavera, prendiamo possesso della nostra camera e ci dedichiamo da subito alle attività ‘da vacanza’, prima della cena, come sempre all’altezza delle aspettative. Piatti raffinati e di alta cucina, con il dolce di fine pasto decisamente superbo. E menomale che le porzioni sono ‘contenute’…
D’altro canto, come si può rinunciare a tali prelibatezze? Alla dieta penseremo una volta a casa…
Domenica 25 agosto
Piove. Come i servizi meteo avevano previsto. E allora non rimane che adeguarsi.
Come? Ci si veste in modo adeguato, si prendono due grandi ombrelli, in dotazione all’hotel e ci si incammina verso San Candido, sei km e mezzo di percorso lungo la pedonale/ciclabile e ci si immerge in un vero bagno di folla… turistica (all’80% di italica lingua). Un acquisto veloce, un caffè al volo e poi… si ritorna, sempre a piedi, all’hotel Alpenblick, giusto in tempo per la ‘merenda’, prevista per gli ospiti.
Poi, mentre il consorte si dedica ai piaceri della sauna, io mi do alla scrittura.
Stasera ci attendono nuove ‘fatiche’: l’aperitivo di benvenuto, ‘rituale’ delle domeniche e il pranzo di gala, con sei-portate-sei.
Vedremo di farcela…

mercoledì 21 agosto 2013

Fragile

Fragile, sei troppo fragile…
Queste parole che risuonano nel folto bosco proprio sopra l’abitato di Fontanazzo, frazione di Mazzin di Fassa, provincia di Trento, nel tardo e caldo pomeriggio di domenica scorsa, mentre sto scendendo, con attenzione e prudenza, un ripido e sassoso sentiero che mi pare interminabile, sudando tutto il sudabile, mi ‘regalano’ un istante deja-vu, che mi rimanda all’indietro di almeno un quarto di secolo.
Fragili, troppo fragili, un’espressione cara al collega Condottiero, che egli riferiva alle nostre tredicenni alunne e che tanto mi irritavano ogni volta le sentivo. Fragili, troppo fragili… Certo, ribattevo, se avessero la tua maturità di quarantenne, sarebbero dei fenomeni e noi potremmo cambiare mestiere…
Ma quest’oggi non è la voce del buon Condottiero a pronunciare le medesime parole, bensì quella dell’amato consorte che cammina qualche passo davanti a me, allo scopo di mostrarmi dove ‘mettere i piedi’ e la destinataria non è altri che la sottoscritta che procede sempre più stanca e irritabile verso una meta che pare allontanarsi ogni metro di più.
Sì, sono io la persona ‘fragile’, perché mi sto lamentando di quest’ultima parte del lungo itinerario che abbiamo percorso quest’oggi. Sei ore e più di ‘marcia’, su e giù, giù e su lungo sentieri ora più agevoli, ora più impegnativi, aeree ‘crestine’, tratti attrezzati con cordino e qualche ‘piolo’ metallico, vasti prati e pascoli. Un percorso che non è certo stato la cosiddetta ‘via dell’orto’, ma che ha richiesto piede fermo e assenza di vertigini e che io ho portato (quasi) a compimento, senza la minima lamentazione e/o rimostranza. Solo qui, alla fine della giornata, mi sto concedendo di esprimere il mio ‘stufezzo’ e la mia fatica di fronte a tale discesa in questa specie di selva oscura che precipita a valle.
-E lo stai dicendo a tutti- rincara la dose il consorte. Tutti, vale a dire quei compagni di escursione che via via mi hanno raggiunta e superata. E che devo dire? Che quest’ultima parte è di una bellezza stupefacente? Che mi sto divertendo ‘da matti’ e che, quasi quasi, una volta a fondovalle, potrei tornarmene in alto per ripetere l’esperienza?
Poi, grazie al cielo, sono alla meta, nei curatissimo parco lungo le rive del torrente Avisio, dove ci stanno attendendo il pullman e il pacioso autista Elvis, che mi saluta con un ‘la vedo un po’ stanca, siora’…
Un po’ stanca e un po’ (tanto) irritata con il compagno della mia vita che non ha ancora finito di sottolineare impietosamente la mia (supposta) fragilità, correndo il rischio di beccarsi un colpo di ‘racchetta’ in testa (e buon per lui che sono di animo generoso… ;-))
E, per concludere, faccio mie le parole di Alberta che mi ha preceduto di qualche minuto: ‘abbiamo visto così bei panorami a 360° nella parte ‘alta’, che ci hanno ripagato della fatica finale…’. Sì, perché è stata un’escursione bella assai e appagante, per le prime cinque ore e mezzo del percorso, per cui conviene ‘archiviare’ l’ultimo tratto alla voce ‘rovescio della medaglia… montagnosa’ e dimenticare al più presto fatiche e disagi. E il consorte? Vabbè, che devo fare, lo ‘perdonerò’… Ma per intanto, gli concedo un goccio della fresca acqua, testé acquistata nell’unico locale aperto nei paraggi, solo perché ‘è il padre dei miei figli’!!
 
Per rimanere in tema ‘montagna’, la prossima settimana, da sabato 24 a sabato 31, saremo in val Pusteria, a Moso, nell’ormai familiare hotel Alpenblick, per una vacanza soprattutto di relax (così ha giurato il consorte), certo, con uscite e camminate quotidiane, anche per bilanciare l’apporto calorico di quell’ottima e speciale cucina!! Staremo a vedere. L’importante è che il tempo ‘tenga’… Ha fatto bello fino ad ora, non sia mai che cambi del tutto proprio in quei giorni!!