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mercoledì 13 novembre 2013

Di vento e di incontri...

Non saremo per caso stati trasportati nottetempo in quel di Trieste, la città che molti disinformati credono sia separata da Trento da un ‘modesto’ ponte, mentre dista esattamente 326 km (185,05 in linea d’aria), ho pensato l’altra notte, svegliata da potenti raffiche di vento, in perfetto stile ‘bora’, che ululavano, muggivano, rimbombavano fra il complesso di condomìni dove abitiamo.
E invece no, ho appurato al mattino, osservando dalla grande vetrata del soggiorno il consueto panorama, con il monte Bondone a fare da sfondo, la selva di case e ‘palazzi’, dominati dall’alto del nostro settimo piano e le alte conifere del giardino della vicina casa di riposo ‘scosse’ in una frenetica danza… ventolosa, no, siamo sempre nella città del Concilio…
Poi, recandomi alla consueta attività ginnica, con i capelli che il vento acconciava in originali ‘alzate’ con volute a mo’ di capitello ionico e immediate ‘ricadute’, mentre stringevo con forza il tappetino blu che sembrava anelare a fughe in libertà e tutt’attorno mulinavano foglie, carte, residui di vario materiale ‘leggero’, con qualche rametto d’albero in sovrappiù, sperando di non incocciare nella tegola volante o nel ramo divelto, mi è venuto alla mente l’incontro che avrei avuto nel pomeriggio con le Girasole.
-Vi aspetto a casa mia- aveva scritto via mail la socia fondatrice Renata –per un casalingo ‘torghele’, preceduto da una salutare passeggiata lungo tranquille vie collinari.-
Una merenda-cena in compagnia, con castagne, due tartine, un ‘tortèl’ di patate, uno strudel e tutto quello che l’operosità delle socie avrebbe prodotto. Una bella idea, certamente, ma una passeggiata proprio in una giornata come questa, con un vento che soffia alla velocità di circa cento km all’ora?
E infatti c’è stato un cambiamento di programma: niente camminata ‘salutista’, ma il raduno direttamente nel confortevole salotto della nostra amica, dove ci siamo ritrovate a schieramento quasi completo, attorno alla tavola imbandita. Un assaggio e una chiacchiera, una chiacchiera e un altro assaggio, abbiamo fatto onore ad ogni piatto, in una calda atmosfera conviviale, al riparo da qualsiasi intemperanza meteorologica.
Poi, quando le nove erano già scoccate, la proposta di Giuliana di scendere, ella ed io, a piedi in città, alle rispettive dimore.
‘Ma siete impazzite? Con questo vento? Tutta quella strada? E se incontrate qualche malintenzionato?’ le reazioni, tra lo sconcertato e lo stupefatto, delle amiche. Ma noi, impavide, ben protette con tanto di berretto e sciarpa, ci siamo incamminate nella notte stellata, approfittando di un’insperata pausa ‘ventolosa’ e, passo dopo passo, tra un discorso e l’altro, senza incontrare anima viva, siamo arrivate in piazza Fiera, dove le nostre strade si sono divise.
Circa quaranta minuti di cammino, giusta conclusione di una serata piacevole e ‘calorica’, tanto per tenerci in esercizio. E poi, non era forse in programma, la passeggiata? ;-)

E a proposito di ritrovi conviviali, sta cominciando un periodo di overdose… culinaria. Solo questa settimana abbiamo in previsione due cene, una sull’altopiano del Renon, in un tradizionale appuntamento con i consueti amici di viaggio e di montagna e l’altra, sabato, in casa di altri amici, per non parlare del pranzo di famiglia, domenica prossima, per festeggiare i 30+30+5 dell’amato consorte, un importante traguardo che gli consentirà di usufruire di (modesti) sconti sui biglietti di entrata a musei e/o altre attività culturali... Comincio a nutrire timori per la situazione del mio guardaroba.. ;-)

venerdì 13 settembre 2013

Di cene e di altro...

E, tanto per non perdere le buone abitudini, la settimana è cominciata con un ‘triduo’ conviviale che ha fatto registrare un’ulteriore botta calorica (come se ce ne fosse stato bisogno!!): lunedì sera a casa di Silvana e Paolo per condividere i ‘funghi del pin’ dell’abbondante raccolta domenicale e, ahimè, non solo quelli, essendo la tavola imbandita di un’ampia varietà di cibi invitanti, con a concludere un trionfo di gelato Grom da leccarsi i baffi ( ;-) ).
Martedì abbiamo avuto al nostro desco il figlio maggiore con ‘morosa’ (e vuoi non preparare qualche piatto un po’ più ricercato del solito?), mentre ieri sera, mercoledì, è stata la volta degli amici con i quali affronteremo la ‘namibica’ avventura. Dovevamo, infatti, decidere gli ultimi ‘ritocchi’ prima della partenza e perché allora non abbinare l’incontro organizzativo ad una ‘leggera cena in compagnia’?
-Sarà una cena leggera- aveva garantito il consorte, cuoco provetto e pieno di iniziativa. Una cena leggera, ma ‘ampia ed esauriente’ aveva dimenticato di precisare.
Infatti, il giovinetto ha trafficato tra i fornelli l’intero pomeriggio, in un bailamme di pentole, piatti di portata, ingredienti, utensili vari, mentre io me ne sono stata ben alla larga, limitandomi ad offrire generosamente il mio aiuto (e sapendo benissimo che non sarebbe stato accettato) e ad apparecchiare la tavola. E le fatiche culinarie, anche stavolta, hanno riscosso la piena approvazione dei commensali (compresa la finale crostata con prugne, che è stata poi equamente divisa tra i presenti, i quali se ne sono andati con il loro ‘involto’ di carta argentata…).
Poi, sazi e paghi, siamo passati alla disamina degli ultimi dettagli del viaggio, con il consorte che, smessi i panni del cuoco e calatosi nella parte di… ‘tour-operator de noantri’, ha coordinato i lavori. Tra le varie decisioni prese, quella di raggiungere Milano e l’aeroporto di Linate con i mezzi pubblici, treno e autobus, essendo l’orario di partenza del volo previsto per le 15.55. Saranno due giorni intensi, quei 21 e 22 settembre (e lo saranno anche gli altri a seguire…), che ci vedranno in ‘pista’ dalle 8.10 del mattino di sabato, fino al pomeriggio della domenica, quando giungeremo nella capitale namibiana, Windhoek.
 
E stamattina, giovedì, tanto per non rimanere a poltrire sul divano di casa, il consorte ed io siamo ritornati a Bressanone, precisamente a Novacella e al vicino paesino di Varna, dove condurrò gli -speriamo numerosi- iscritti all’ultima delle escursioni del mercoledì, quelle rivolte a camminatori più tranquilli e moderati.
Così abbiamo fatto un’ulteriore ricognizione del percorso, dopo quella, un po’ deludente, del 24 agosto scorso e, tra un gira di qui, guarda di là, seguiamo questa traccia, abbiamo ‘messo assieme’ un bell’itinerario, che si concluderà con la visita guidata all’abbazia di Novacella (e all’annessa, fornita cantina ;-) ).
La nostra giornata altoatesina ci ha poi visti compiere un giro turistico per la bella città di Bressanone, con sosta per un veloce pranzo in un locale sotto uno dei caratteristici portici e la vana (e infruttuosa) ricerca del locale negozio equo-solidale, stretto ‘parente’ del ‘mio’ Mandacarù. Mi informerò meglio sull’ubicazione, la prossima volta…