Che l’amica Renata, socia fondatrice del glorioso club delle Girasole, femminile confraternita di giovanili signore (d’animo perennemente under 35), tutte (o quasi) ex alunne dell’Istituto Magistrale A.Rosmini prima, studentesse dell’Università di Padova, sez.staccata di Verona poi, docenti di scuole di vario grado infine, fosse una donna organizzata e di multiforme ingegno, ognuna di noi lo sapeva.
Insegnante di vaglia, impegnata e versatile, ora in quiescenza, madre affettuosa e da pochi mesi nonna adorante di uno splendido bebè, appassionata di viaggi qua e là per il mondo, interessata e aperta a molteplici esperienze, oggi ha scoperto un mondo nuovo a cui dedicarsi ‘anima e corpo’: la cosmetica naturale fai-da-te.
Un casuale incontro, nello spogliatoio della piscina comunale, con una signora auto-produttrice di shampoo, balsami e creme varie e la successiva ‘navigazione’ in Internet, le hanno aperto la porta per diventare ‘l’estetista di se stessa’ a costo poco più di zero, usando solo materie prime più che naturalissime.
E così, nel tempo libero dal baby-sitteraggio o dalle nuotate o dalla palestra o dalle passeggiate pomeridiane con le amiche o dalle visite all’anziana madre, la sua cucina si trasforma in laboratorio: cera d’api, oli essenziali, oli di varia tipologia, un termometro, padellini, mestolini, barattolini e si pesa e si mescola e si unisce e si rimescola fino al momento X, quindi si fa raffreddare…et voilà, la crema è pronta.
Ecco perché lo scorso giovedì, otto signore, debitamente acconciate contro il freddo invernale e la pseudo-nevicata tridentina (cm 0,001 a fondovalle), recanti fra le mani dolci o salati ‘involti’, hanno suonato alla porta dell’emerita socia fondatrice. Erano le Girasole, ‘convocate’ con un certo anticipo per il tradizionale incontro del solstizio di primavera (l’amica Renata si ‘prende per tempo’…), che giungevano alla meta.
Ciascuna portava, inoltre, un barattolino vuoto in cui mettere il prodotto cosmetico fai-da-noi, quello che renderà la nostra pelle liscia e morbida come quella del girasoliano nipotino…
Ed è quel che è avvenuto: dopo l’agape fraterna (con numerosi brindisi… analcoolici), in cui si sono consumati le ‘produzioni’ delle solerti socie, dopo il filmato dell’amico Ugo sul patagonico viaggio (per la fortuna delle suddette componenti del club non erano disponibili le oltre 500 foto del mio consorte) e dopo un momento collettivo di riflessione e confronto su ‘ieri e oggi’, un quasi ‘come eravamo…’, è stata l’ora dell’attività ‘attiva’.
Con attenzione e impegno, guidate dalla padrona di casa, ci siamo cimentate nella produzione di una crema nutriente per ogni occasione, senz’altro ideale in queste gelide giornate, che è stata poi divisa tra le presenti e, ad ora assai tarda, ce ne siamo andate da quell’ospitale appartamento, sciamando ilari e garrule giù e giù per i sei piani del condominio…
Per concludere, in attesa della crema nutriente-ricetta, vi lascio quella, assai diversa ma altrettanto interessante e gustosa (per il palato), tratta da Internet, della torta per il girasoliano-convivio.
Torta di cocco
3 uova
150 g zucchero
250 g farina di cocco
450 g panna (io ne ho usati 400 g e sono stati sufficienti)
1 bustina vanillina
¾ bustina lievito.
Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la panna, la farina di cocco e una bustina di vanillina. Lasciare riposare in frigo per 30 minuti, quindi unire il lievito mescolando con cura.
Versare l'impasto della torta in una tortiera (io ho usato uno stampo per plum-cake) e infornare a 180° per 35 minuti circa.