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lunedì 24 marzo 2014

La domenica delle beffe

Domenica 23 marzo
Sembrava troppo bello. Oltre due settimane di tempo splendido, temperature primaverili, sole scintillante, che ci avevano già proiettati verso l’estate. L’ideale, insomma, per la prima escursione ‘pedestre’, una tranquilla passeggiata… da Trento a Trento, con salita al passo del Cimirlo, discesa in Valsugana, spostamento a Civezzano e risalita a Villamontagna da cui si sarebbe tornati in città. Lunga, certamente, ma senza alcuna difficoltà, se si esclude il numero di km da percorrere. In più la possibilità di ammirare vasti panorami, di camminare lungo strade poco frequentate, di stare in allegra compagnia, ‘guidati’ da una capogita special, vale a dire la sottoscritta (eheheh) ;-)
E invece è arrivato un fronte umido di origine atlantica, con precipitazioni abbondanti a partire dalla serata di sabato e una fitta nuvolaglia che ha nascosto le ‘nostre’ montagne, con un deciso abbassamento della temperatura. Quindi, la decisione di annullare l’uscita e il conseguente invio di tutta una serie di sms a quegli iscritti che avevano lasciato un recapito telefonico, per finire con una rapida ‘puntata’ al luogo di partenza, stamattina verso le 8, casomai qualche indomito escursionista non raggiunto dalla mia comunicazione si presenti con tanto di ombrello, zaino, annessi e connessi. Come si poteva prevedere, nessuno è così audace da affrontare le intemperie, ma, da valente guida, non volevo correre rischi.
Così trascorro una domenica casalinga, pigra e ‘sfaccendata’, in compagnia di un consorte un po’ acciaccato per via di un fastidioso raffreddore, con un pranzo ridotto ai minimi termini (direttamente proporzionale al contenuto del frigo…), un pomeriggio tra poltrona e divano, alternando un pisolino, un po’ di lettura, un po’ di enigmistica, un po’ di pc. Ma c’è anche il tempo per una piccola merenda, un tè, uno yogurt, mentre l’amato bene compie un’accurata ricerca di qualche genere commestibile che rientri nella categoria ‘dolci’. Ahimè, non c’è un granché in casa e si deve accontentare di qualche biscotto tipo Oro Saiwa…
-Vuoi che prepari una (veloce) ‘tenerina’ con cioccolato e noci?- gli propongo, ma stoicamente egli rifiuta.
Bene, rifletto, una tentazione in meno anche per me… J
Solo nel tardo pomeriggio ho uno slancio vitale e mi dedico ‘appassionatamente’ alla cyclette (la new entry natalizia) e per un salutare, ancorché monotono esercizio e per sfatare la diffusa diceria che strumenti simili, dopo un iniziale entusiasmo, sono fatalmente destinati a tramutarsi in… attaccapanni.
Così, versata la dovuta razione di sudore, percorsi circa 21 km, consumate ‘ben’ 400 calorie e dopo gli indispensabili lavacri, sono pronta per una cena altrettanto frugale del pranzo, in cui l’estro creativo del cuoco di casa si produce in una omelette con radicchio trevigiano, a complemento della (quasi) quotidiana minestra di verdure, mai tanto apprezzata come in quest’età della vita…
E concludo la giornata davanti alla tv, riuscendo perfino ad avere un semi-crollo di fronte alla Littizzetto. Veramente il colmo!!
 
Lunedì 24 marzo
Da non crederci. Questa è una beffa bella e buona: una domenica piovosa e con grigiore alzo zero e un lunedì di sole, cielo pressoché sereno, un po' di venticello e il Bondone spolverato di neve. Ho capito che al tempo, come alle donne e ai ‘siori’ (=ricchi) no se comanda, come recita un proverbio leggermente malevolo nei confronti dell’universo femminile, ma questo è proprio il colmo.
Speriamo almeno per la prossima...
 

domenica 20 ottobre 2013

Sabato e domenica

Di nuovo il fine settimana. Un sabato ‘socialmente’ operoso, con una ‘chiamata’ extra da Mandacarù (non so come domandartelo…, potresti venire, almeno un’ora o un’ora e mezzo, sabato mattina?) alla quale non ho potuto dire di no, un paio d’ore circa alla cassa e, nel pomeriggio, con il banchetto dello scambio libri alla castagnata di un quartiere della circoscrizione.
Un appuntamento fisso, questo della metà di ottobre, che si tiene in una strada per l’occasione chiusa al traffico lungo il torrente Fersina, con il concerto della banda, il recital di alcuni poeti dialettali, la visita guidata alla parte più antica della zona, la musica, la cottura e successiva distribuzione delle castagne nonché delle torte, che solerti mani hanno preparato per l’occasione e di bibite di varia specie. Poi l’angolo dove intraprendenti bambini mettono in vendita giocattoli e oggettistica varia, con di fronte il gazebo degli scout, affollatissimo, e poco più in là, due bancarelle che vendono frutta e verdura direttamente dal produttore al consumatore e noi, ovviamente, con il nostro gazebo, tre tavoli e due panche sui quali, al mio arrivo, trovo già disposti decine e decine di libri, di ogni genere e di ogni ‘stato’ (nuovi, seminuovi, decisamente usati…).
E qui mi appresto, per le circa tre ore del mio ‘servizio’, ad esercitare le nobili virtù della pazienza e della tolleranza, le quali, ahimè, non sempre fanno parte delle mie prerogative, nei confronti di quei visitatori che rovistano, rovesciano, fanno cadere, cercando sempre qualcosa che non c’è, passano di qua, si spostano di là, te li trovi dietro la schiena.. Poi la signora straniera, probabilmente una badante, che ti chiede se abbiamo libri in russo e il giovanotto che cerca dei testi ‘storici’ e la nonna che vorrebbe qualcosa di piacevole per il nipotino e quell’habitué che ‘piomba’ come un falco non appena arriva qualcuno con una sporta piena di libri… Insomma, un bel condensato di umanità, con volti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni e tanti tra amici e conoscenti che passano di là per un saluto, due chiacchiere, uno scambio.
Non c’è da annoiarsi, insomma. E anche noi, al banchetto, riceviamo il cartoccetto d’ordinanza delle castagne, buone, con un paio di assaggi delle casalinghe torte (io ‘scelgo’ un micro-pezzetto della mia, per rendermi conto di com’era riuscita…). Una torta, la mia, (ché oramai è diventata una consuetudine quella di portare un dolce fatto con le mie mani sante...), che, ad un certo punto, per un movimento ‘inconsulto’ dell’addetta alla distribuzione, è caduta violentemente a terra dalla sua ‘postazione’. LA MIA TORTA!!! ho gridato con voce quasi strozzata, assistendo all’incidente. Per fortuna è una torta ‘compatta’, ho aggiunto, perché ha corso il rischio di subire un trauma cranico quasi irreversibile… Lascio al lettore immaginare il volto stupito dell’addetta, che non si rende subito conto della mia ‘parentela’ con il dolce stramazzato a terra e, per fortuna, riemerso indenne (era ancora nel suo stampo di alluminio e ben incartato in un metro o più di argenteo involto).
Quindi me ne torno a casa, con un paio di libri interessanti (o almeno spero lo siano) e la giornata si conclude con una cena a dieci, nella casa di montagna degli amici Gabrio e Carla, con il consorte in veste di cuoco che già è in loco da metà pomeriggio. Io lo raggiungerò più tardi, con gli altri partecipanti e tutti assieme parteciperemo con impegno e appetito al gradito compito di assaporare i piatti preparati con la consueta perizia dal valente chef.
 
Oggi, domenica 20 ottobre, nessuna escursione in programma, perché è la giornata conclusiva del 119° Congresso della Sat, che quest’anno si è tenuto a Malè, con corteo, Messa, relazioni e interventi al teatro del paese e pranzo conclusivo.
No grazie, ho detto al consorte, io ‘salto’ il turno. Va’ pure da solo…
Così lui, con altri trenta soci della nostra sezione, il presidente Paolo F. in testa, si è recato a Malè con il trenino che risale le valli di Non e di Sole, quello che in tempi lontani era chiamato la ‘Vacca Nonesa’ ed io sono rimasta a casa. E in questa grigia giornata, con una pioggia scrosciante nel pomeriggio, ho fatto di tutto e di più, una passeggiata mattutina, il pranzo a Ravina, a casa di fratello e cognata, il ritorno in città a piedi, lungo l’Adige, passando davanti al nuovo museo della scienza, il Muse, qualche lettura, un giro qua e là per i blog e, per finire in gloria, quei compiti di inglese, che la teacher ogni settimana mi assegna. E sarebbe proprio grave se un’ex insegnante brillasse per scarsa diligenza!

lunedì 12 novembre 2012

E' finita la stagione!



Domenica 11 novembre.
Finisce anche quest’anno la stagione delle gite, con pranzo e castagnata, più musica dal vivo, estrazione lotteria, ricchi premi e cotillon; manca solo la fascia d’oro per la Miss (saggia decisione per non correre il rischio di scatenare guerre fratricide tra le ‘bellezze’ della sezione).
E, come da qualche settimana a questa parte, anche questo giorno festivo si presenta sotto le perfette spoglie del maltempo, con pioggia torrenziale e nebbia ‘a centimetro zero’, fenomeni che, tuttavia, non impediscono a diciannove temerari di partire alle 7.30, con abbigliamento da montagna e ampio ombrello appresso (più vestito ‘da cerimonia’ da indossare una volta alla meta) alla volta del lago di Tenno, da dove si incammineranno verso il paese di Fiavè, luogo in cui si terranno i festeggiamenti.
Naturalmente noi, il consorte ed io, non facciamo parte di questa prima ‘schiera’ e raggiungiamo Fiavè nella tarda mattinata con il pullman delle 10.30, già con l’abito della festa e la capace tortiera con il dolce d’ordinanza, come ormai da tradizione (è infatti compito di zelanti socie/i preparare le torte per la merenda..). Sempre accompagnati dall’incessante precipitazione, non ci rimane che trascorrere il tempo precedente il pranzo, impegnati in amichevoli conversazioni accanto alle calde stufe ad olle del bar annesso al ristorante prescelto, in attesa del ritorno degli indomiti guerrieri. I quali giungono… in pullman, avendo avuto, il capogita, l’accortezza di modificare radicalmente il programma: nessuna romantica (?) camminata sotto la pioggia, ma un bagno di arte e storia trentina, con la visita a Castel Stenico. Niente pioggia, perciò, ma un’adeguata dose di freddo e umidità ‘regalata’ dalle vaste sale con ampi finestroni aperti (ne ho ancora vivido ricordo dall’ultima visita là effettuata).
E adesso la festa può cominciare: l’aperitivo, poi il pranzo, che, come spesso accade in simili occasioni, tende a prolungarsi, indi l’arrivo del musicista e l’inizio dei primi balli, con già numerosi soci pronti a lanciarsi in danze sfrenate… di ogni ‘tipologia’. Molti, comunque, sono anche quelli che ‘osservano’ o si dedicano a tranquilli conciliaboli a questo o a quel tavolo, mangiando le caldarroste e accompagnandole con qualche bel sorso di vino rosso per non rimanere… ingozzati (o, per usare un trentinismo ‘enpaitadi’).
Giunge poi il momento clou della consueta lotteria: sul fondo della sala da pranzo sono esposti i premi, ovviamente articoli da montagna, zaini, imbrachi, guanti da roccia, thermos, borracce, bastoncini…, più, ‘pezzi forti’ di quest’anno, una ventina di volumetti, scritti da un nostro socio, su diverse (sue) esperienze… pedestri, che garantiranno momenti di appassionata lettura, oltre alla dedica personale con bacio in aggiunta alle ‘fortunate’ socie che avessero a vincerne una copia. Una ‘gentilezza’ riservata solo alle signore….
Nel silenzio generale, tre fratellini (i più giovani ) procedono all’estrazione dei biglietti per la soddisfazione dei vincitori, che possono scegliere tra gli articoli presenti –un regalo a costo zero (ciascun partecipante alla castagnata riceve un biglietto omaggio, compresa la piccola Virginia di neppure dieci mesi) è sempre gradito. E allora viene un po’ da sorridere di fronte alla delusione ‘pubblica’ di una compagna di escursione che non ‘trova più’ l’oggetto desiderato…
Poco prima delle 19 i due pullman riprendono la strada verso la città con il loro ‘carico’ festante e, giunti al consueto parcheggio, è tutto un salutarsi affettuosamente, in attesa di ritrovarci per la nuova stagione.
E in questo ‘interregno’ che cosa faranno, alla domenica, i baldi camminatori della Sat? Risposta facilissima: la maggior parte continuerà a salire per erti sentieri, a scendere ripidi declivi, ancor meglio se con gli sci (o le ciaspole ai piedi), con l’unica eccezione del giorno di Natale e, forse forse, della domenica 23 dicembre, se proprio sarà necessario…
E la sottoscritta? Ah, lei si dedicherà a tutt’altro, in una specie di ‘decantazione’ dalla montagna. L’attendono una passeggiata (tranquilla tranquilla) con le Girasole, una domenica al seggio delle primarie, un compleanno da festeggiare e tanto volontariato alla bottega del Mandacarù nelle ‘calde’ giornate pre-natalizie.
Non avrò tempo di annoiarmi.

domenica 28 ottobre 2012

Di previsioni esatte e di (poco) altro


-Tutte le sere guardo alla televisione il bernaca per vedere se nevica…- così scriveva, quasi quarant’anni fa, un mio alunno di seconda media. Il ‘bernaca’, ovviamente, altri non era se non il celebre colonnello Edmondo Bernacca, che per anni ‘predisse’ dai teleschermi che tempo avremmo avuto.
Previsioni, le sue, che non ricordo si avverassero sempre, a differenza di quelle di oggigiorno, le quali, grazie a satelliti, computer e tutti i marchingegni della moderna tecnologia, sono senz’altro più affidabili e ‘veritiere’…
Nel bene e nel male, ahimè e quando ti dicono che sarà un fine settimana all’insegna di maltempo, freddo e quant’altro ci può stare, almeno nella tua zona, hai un bel dire che, forse, se a Trento piove, sulla Paganella, magari ci può essere una zona ‘franca’, con perfino un raggetto di sole… Così gli ‘alti vertici’ della Sat, Società Alpinisti Tridentini, ha avuto il suo daffare nel convincere qualche ‘aficiodanos’ della necessità di annullare l’escursione prevista per oggi, sulla Paganella per l’appunto.
-Perché cancellare la gita? Se pòl caminar anca con l’ombrela.. Potremmo cambiare itinerario, allora…-
Ma i responsabili sono stati inflessibili (e non dimentichi del profluvio di critiche piovute addosso, assieme ad una ‘reale’ precipitazione, per aver portato, lo scorso settembre, un manipolo di temerari [e sì, c’eravamo anche noi, naturalmente..] lungo umidi e nebbiosi sentieri austriaci con visibilità di metri due o poco più). Domenica, a casa!!
Ben fatto! Perché la nefaste previsioni non potevano rivelarsi più esatte: ieri, pioggia battente con un sibilante vento seral-notturno e stamane, freddo, pioggia e… neve fin ‘alle basse’… Guardando infatti dalla finestra del soggiorno, posso ammirare le pendici del Bondone, coperte da una spolverata bianca fin all’altezza di Sardagna, a circa duecento metri dal fondovalle e non è da escludere che da qui a stasera qualche fiocco giunga fino in città.
-Si sfregheranno le mani per la contentezza, gli sci alpinisti- ha commentato il consorte, il viso accostato alla vetrata –I tirerà fòra en presa gli sci…- ha aggiunto. Lui, invece, per non sbagliarsi, ha rinunciato anche all’acquisto dei consueti quotidiani per non affrontare le intemperie, come del resto l’ha imitato la moglie…
 
Ore 20. La neve non è scesa fin qui, ma sta piovendo e il termometro segna 6 gradi: i moderni ‘bernaca’ non hanno sbagliato di un millimetro.
E noi, come abbiamo trascorso la giornata? Una mattinata casalinga, un pranzo (casalingo) con gli amici Patrizia e Ugo, ‘messo insieme’ all’ultimo minuto, la visita all’affollatissima mostra ‘Fa’ la cosa giusta’ (il maltempo ha contribuito ad un vero boom di ingressi…), con un faticoso giro tra i vari stand espositori e, per concludere il pomeriggio, un momento conviviale a casa di mammà, festeggiante l’86° genetliaco, dove tutti i buoni propositi del giorno sono andati a carte quarantotto di fronte a tre torte ‘commemorative’ dell’avvenimento.
Infine, rientrati nella propria abitazione, il trovare un ambiente riscaldato e accogliente ti fa capire quanto poco basti, a volte, per apprezzare quello che si ha… Eh sì, il piacere delle piccole cose!

domenica 10 giugno 2012

E' la pioggia che va...

Qui si va di montagna, come ben si sa e anche quest’oggi non siamo mancati al consueto appuntamento con zaino e scarponi, cambiando, tuttavia, ‘parrocchia’, invogliati da un itinerario nella zona di Merano, proposto dal gruppo escursionistico del tridentino Circolo Unicredit, che, abbiamo pensato, un giorno o l’altro si potrebbe ‘rifare’ con gli amici della Sat.
-Ma c’è anche la concorrenza!- ha subito detto un’attempata partecipante, vedendoci seduti, il consorte ed io, sul grande pullman, completo in ogni ordine di posti. Già, la concorrenza!!
Peccato, però, che la variabilità meteorologica abbia messo lo zampino, sotto le vesti di una pioggia battente che ci ha accolti, allorché siamo arrivati a Tirolo, la graziosa cittadina, dominata da un imponente maniero, a due passi da Merano, da dove sarebbero cominciate le odierne fatiche.
Che fare? si è chiesto il capogita Marcello, l’infaticabile organizzatore e deus-ex-machina del Circolo. Che fare? ha domandato ai suoi valenti ed esperti collaboratori e, dopo un rapido consulto, la decisione è stata presa: annullate e l’escursione principale sulle pendici dei monti sovrastanti il centro meranese e la più moderata ‘variante’ da svolgersi a quote meno elevate, è stato lì per lì ‘inventato’ un terzo itinerario.
Così il pullman ci ha condotti a San Leonardo in Passiria e qui, con i nostri colorati ombrelli, le ampie mantelle impermeabili, i necessari copri-zaini ci siamo incamminati lungo la comoda pista ciclabile che si snoda seguendo il sinuoso corso del torrente Passirio, quest’oggi con acque tumultuose e ‘rombanti’. A ranghi compatti e in un’atmosfera allegra, nonostante la precipitazione, abbiamo percorso circa undici chilometri di strada pianeggiante, fino al paesino di Saltusio, dove ci siamo ‘sparpagliati’ alla ricerca di un luogo adeguato (e possibilmente riparato) in cui desinare.
Un bel gruppo in un agritur a poca distanza dal centro abitato e molti altri in paese, dove si stava svolgendo la festa del locale Corpo dei vigili del fuoco, con vasto punto di ristoro coperto, chiosco delle bevande (birra in primis, ovviamente), cucina funzionante a pieno ritmo e, last but not least, complessino in abiti tirolesi che rallegrava l’atmosfera con tipiche melodie altoatesine.
Quale miglior occasione, ci siamo detti, un bel bagno di folklore locale e, preso posto ad un rustico tavolo, abbiamo scelto tra le cinque-sei proposte del menu, rigorosamente scritto nell’idioma di Goethe, chi del pollo alla griglia, chi un ‘classico’ wurstel, chi una ‘wiener-schnitzel’, con relativi accompagnamenti di patatine fritte, per un economico e veloce pranzo in stile sud-tirolese…
Poi, una volta terminata la pausa mangereccia, al momento di risalire sul pullman, come nella più beffarda delle situazioni, ecco dissolversi le nubi e tornare il sereno, con un sole tiepido e splendente, senz’altro burlone, come a dire ‘eheheh, ve l’ho fatta!’. Sì, un bel tiro mancino ci ha giocato oggi, il tempo!
Così abbiamo approfittato del miglioramento meteorologico per una passeggiata conclusiva lungo le affollate vie di Tirolo (qui va per la maggiore il turista di lingua germanica), fino al grande castello, ammirando il vasto panorama sull’ordinata conca meranese e poi su e su fino alle cime dei monti, alcune delle quali ancora innevate e per quest’oggi è stato davvero tutto.
E ce ne siamo tornati in quel di Trento con un po’ di rammarico per non aver potuto seguire il programma prefissato (ma lo faremo senz’altro, il consorte ed io, in una delle prossime settimane, in forma ‘privata’), ma senza crucciarci più di tanto, perché è stata comunque una giornata piacevole e ‘intensa’.
E senz’altro più fortunati i compagni della Sat, quest’oggi da noi lasciati al loro destino, su impervi sentieri sui monti a sud di Trento (e con ampi dislivelli in discesa…), che non hanno ‘beccato’ neppure una goccia d’acqua… Che botta di c**o, hanno avuto!!

domenica 11 marzo 2012

Un'alternativa domenica

Che cosa si fa, se il Meeting del Lagorai, l’annuale manifestazione scialpinistica delle sezioni Sat che si tiene la prima domenica di marzo, per assoluta mancanza di neve viene spostato nello stesso luogo in cui siamo stati solo due settimane fa? Semplice, si cambia programma, lasciando i quindici volonterosi iscritti, ‘capitanati’ dal mio amato consorte e si sceglie una meta del tutto agli antipodi, anzi, per non sbagliarsi, nella vicina provincia di Bolzano. E senza ascoltare gli inviti e le esortazioni del presidente Paolo F. ad ingrossare le fila degli sparuti satini, uno in più che cosa può cambiare?
Tra l’altro, la mia compagna di ‘viaggio’ quest’oggi è la di lui moglie, Silvana (e se non è stato capace di convincere lei, non penserà di riuscire con me…), con la quale, all’alba delle nove mattutine, lascio una ancor sonnacchiosa città verso i laghi di Monticolo, tradizionale meta di tranquilli camminatori, famiglie e bimbi compresi.
Percorriamo la destra Adige, a quest’ora percorsa da decine di amatori della bicicletta che, bardati nemmeno partecipassero al giro d’Italia, pedalano a gruppo compatto, coniugando una ‘sana’ attività fisica con una ‘sana’ dose di gas di scarico delle automobili, quindi, dopo una breve sosta nella bella piazza di Termeno per un buon caffè, siamo nel grande parcheggio nei pressi dei due bacini lacustri, già affollati di decine e decine di automobili.
E anche noi percorriamo uno dei tanti sentieri che conducono al Lago Piccolo e lo costeggiamo, dirigendoci verso il vicino Lago Grande. Di tanto in tanto dobbiamo lasciar passare audaci cicloamatori che scampanellando chiedono strada, superando baldanzosi radici e altre asperità del terreno; numerosi sono anche i cani, con padroni al seguito, che corrono, saltano, giocano, per una volta liberi tra alberi e piccole spiagge sassose. Per non parlare dell’incontro con un folto gruppo di attempati escursionisti, di cui riconosciamo immediatamente l’idioma trentino: sono gli ‘Amici della montagna’, un’associazione che ha sede in un sobborgo della città e non vi dico la sorpresa nel riconoscere ‘passati’ compagni di gite montane (‘ma gh’è anca la Sat? Ah, sol voi... E i altri? Sul Lagorai?’).
E non è finita, perché, circa un quarto d’ora più tardi, ci imbattiamo in altri conoscenti che si stanno accingendo ad un pic-nic al tiepido sole di mezzogiorno. Quando si dice la coincidenza! Del resto, i laghi di Monticolo sono l’ideale per una passeggiata di inizio stagione, una camminata facile, adatta a tutti…
Intanto è già passato mezzogiorno e anche potremmo anche noi dedicarci ai piaceri della tavola.
Andiamo a Caldaro, propongo. Conosco un locale caratteristico…
Silvana accetta di buon grado e, a passi veloci, ci dirigiamo verso il parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto, ma, com’è, come non è, ci capita di prendere il sentiero… sbagliato e ci tocca di vagare per una buona ora su e giù per i boschi di Monticolo, prima di trovare la retta via e giungere infine alla meta.
Finalmente!! Così ci spostiamo in macchina al vicino paese di Caldaro, uno dei centri più caratteristici della zona, con uno splendido centro storico dalla tipica e ben conservata architettura, dove, ahimé, scopriamo con vivo rammarico che la domenica è il giorno di chiusura del ristorante tipico, come si legge sul pesante portone in legno, tristemente chiuso ‘Sonntag Ruhentag’.
E non è finita, perché nel vicino ristorante-pizzeria siamo gentilmente messe alla porta, dato che la cucina sta per chiudere (sono le 13,50) e nel successivo locale, la ‘Casa del vino’, che si affaccia sulla piazza principale, dobbiamo accontentarci di un toast e del pane locale con le salsine della casa, essendo anche qui la cucina fuori servizio, data l’ora…
Va bene, se questo è quanto, facciamo di necessità virtù, diciamo. Ma il piatto servito si rivela una felice sorpresa: il toast, che poi sono due, sono fatti con pane nero e ben farcito, accompagnati da un’insalatina mista; gustose sono anche le salse che accompagnano il pane e buono il caffè finale.
Insomma, alla fine ci alziamo sazie e soddisfatte, pronte a fare i classici quattro passi del dopo pasto per le vie della cittadina, prima di rimetterci in strada alla volta di casa.
Poi, una volta a Trento, prima di ritornare alla routine casalinga, in attesa del ritorno dei rispettivi consorti, ci rimane tutto il tempo per una visita alla mostra dei lavori pro-missioni, eseguiti da operose e abili signore della parrocchia del quartiere, dalla quale esposizione usciamo con qualche acquisto… benefico.
E questo è tutto: una domenica ‘alternativa’, piacevole e serena; fra sette giorni, invece, saremo pronte e scattanti alla prima uscita ‘pedestre’ della stagione, duecento metri di dislivello in salita, cento in discesa. Una bazzecola…