Visualizzazione post con etichetta vita sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita sociale. Mostra tutti i post

sabato 19 gennaio 2013

Una mattina 'socialmente' intensa

La mattina del venerdì è quella, nella settimana, libera dagli impegni ‘fissi’ e social-culturali (il caffè del martedì con i colleghi e il gruppo di lettura ogni due mercoledì) e ginnici, che mi vedono attiva e determinata il lunedì e il giovedì.
Così, tanto per non rimanere in ozio ;-), mi capita spesso di approfittare di questo tempo senza programmi prefissati, per un veloce incontro con l’amica Alberta per due chiacchiere e un caffè al volo. Sì, un incontro ‘su e via’, nella sua pausa-caffè, essendo lei, ancora per qualche mese, impegnata al lavoro, in un ente pubblico giusto a due passi da casa nostra.
Ed è quello che ho fatto stamattina. Uno sms di ‘avvertimento’ e alle 10 in punto ci siamo incontrate davanti al suo ufficio, nell’aria tersa e fredda di questo 18 gennaio. Due passi veloci fino al bar consueto, il solito caffè e un rapido ‘aggiornamento’ sulle ultime news, poi i saluti e l’arrivederci alla prossima settimana, con il mio auspicio di vederla al più presto alle gite Sat (‘se ti iscrivi a quella del 27, me iscrivo anca mi…’ le ho detto).
Bene, sono le 10.15 e posso dedicarmi alle incombenze familiari (=spesa dal fruttivendolo, ché, in questi giorni, ho pressoché ripulito il frigo, prima e un salto al supermercato, poi). Sempre camminando di buon passo, per contrastare il freddo pungente, mi dirigo verso la piazza Vittoria, dove ha il suo rifornito banchetto il ‘verduraio’ Renzo, facendo mente locale di tutto quello che devo comprare (perché, noi, una lista, non sia mai!!) e riflettendo se è il caso di farmi portare il tutto direttamente a casa, quando…
Quando, grazie alla sindrome di Amleto che mi contraddistingue (e che oramai mi seguirà fino alla tomba), decido che posso rimandare gli acquisti a domani, allorché godrò dell’accompagnamento dell’amato consorte, dato che per oggi posso far bastare quello che ancora c’è in casa e, con un repentino dietrofront, torno sui miei passi.
Ma cosa succede a questo punto? Succede che, trovandomi a passare nei pressi della scuola media Bonporti, dove ora insegna la mia cara collega Mimma, non mi venga in mente di fare un salto là per salutarla. Il venerdì, lo so, finisce dopo la terza ora, quindi, quale migliore occasione per incontrarla? E non accade che, con il mio stesso proposito, non giunga anche la comune amica Giuliana? Un incontro a tre, del tutto imprevisto, che si conclude con una lunga e amichevole chiacchierata nel bar di fronte alla scuola, di fronte ad una bella tazza di caffè d’orzo, tanto che, quando ci alziamo dal tavolo, non manca molto a mezzogiorno.
E quando rientro in casa, dopo il ‘salto’ al supermercato (quello sì, l’ho portato a termine ;-)), il consorte mi accoglie con un ‘credevo che ti fossi persa… e avevi anche dimenticato a casa il cellulare!’.
Già, doveva essere un’uscita rapida, vado, bevo il caffè con l’Alberta, faccio la spesa dal Renzo e torno ‘ndrè e invece ho impiegato più di due ore… E me ne sono tornata con un ottavo di spesa!
Però, il pranzo era già ‘avviato’, perché, anche se in casa ho un cuoco provetto, stamattina, prima di uscire, avevo già tagliato la zucca per il risotto e cucinato una minestra di verdura per la cena di stasera. E vi pare poco?