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martedì 15 gennaio 2013

Verso la Forca Rossa - 13 gennaio 2013

Era dal 21 ottobre che non calzavo gli scarponi e non partecipavo ad una gita Sat. Ed è vero che mi ero ripromessa di ponderare attentamente le nuove uscite della nuova stagione 2013, non pensando davvero di riprendere già con la prima.
E invece…. Invece sono ripartita, ‘complice’ l’amica Silvana, con la quale avevamo concordato le modalità di partecipazione.
-Camminiamo per un paio di ore o fino a quando saremo stanche- ci eravamo dette –poi possiamo tornare indietro e fermarci in uno o l’altro dei luoghi di ristoro…-  
Ok, così si può fare, avevo pensato.
Così, domenica 13 gennaio, mi sono avviata di mattina presto, sotto un leggero nevischio, verso il luogo di ritrovo, con tutto l’ingombrante bagaglio, zaino, ciaspole, bastoncini, scarponi, più Artva, ma… senza consorte, in questo periodo a forzato riposo. Un lungo trasferimento in pullman fino a passo San Pellegrino, a poca distanza dal quale l’escursione ha avuto inizio.
Anche qui stava nevicando, fiocchi leggeri che volteggiavano in un’atmosfera grigiastra che non permetteva ampie vedute delle montagne circostanti. E i baldi escursionisti Sat, equamente divisi tra scia-alpinisti e appassionati della ciaspola si sono messi in marcia, superando indenni un primo tratto di ghiaccio insidioso, coperto da pochi, ingannevoli centimetri di neve (e qualcuno, ahimè, ‘saggerà’ la durezza del terreno con inatteso volo d’angelo ;-)), scavalcando uno sdrucciolevole steccato metallico, inerpicandosi in un fitto bosco, passando infine accanto a graziose baite coperte di neve.
Una rapida sosta, quindi la marcia è ripresa in un vasto spazio aperto, risalendo, in lunga fila serpeggiante, un erto pendio fino a raggiungere un pianoro, al termine del quale c’è l’ultimo strappo verso la forcella finale della Forca Rossa. Ed è qui che Silvana ed io abbiamo considerato finita la nostra ascesa: un saluto a chi stava davanti ed un veloce dietro-front, ripercorrendo adesso in discesa il tracciato di poco prima.
E ce ne siamo tornate, da sole, verso il fondovalle, fermandoci dapprima all’esterno di una delle baite per un veloce pasto –non faceva molto freddo, per essere il 13 di gennaio- fino a che le mani che hanno cominciato ad intirizzire non ci hanno suggerito di rimetterci in marcia. Così ci siamo dirette al ‘Flora Alpina’, un rustico edificio con grande ristorante, dove abbiamo concluso il ‘pranzo’ con una gustosa fetta di torta ed una calda bevanda, nell’attesa del ritorno degli altri compagni di ciaspola muniti.
Poi il ritorno al pullman, con una piacevole discesa attraverso un grande prato dal dolce pendio, sollevando soffici ‘nuvole’ di neve, fino a giungere alla meta e, una volta tolte le ciaspole, cambiati gli scarponi, sistemati gli zaini, abbiamo atteso il ritorno dei valorosi sciatori nel bar vicino, ‘immersi’ in un’atmosfera amichevole, tra chiacchiere, risate e racconti di esperienze passate.
E, infine, le due ore circa di viaggio di ritorno ed eccoci infine a Trento, stanca ma altamente soddisfatta. Sì, è andato tutto bene, ho camminato il giusto, non ho fatto particolari fatiche e neppure ho incontrato difficoltà nell’affrontare salite e discese, nonostante tutti quei panettonici (e, in genere, dolciari) ‘grammi’ gustati in questo periodo. ;-)
E se Silvana ci sarà anche la prossima domenica, assieme ripercorreremo altre strade, stavolta in terra austriaca, con la stessa formula, vado, cammino finché ne ho voglia, ritorno sui miei passi. Anche se saremo solo noi…
 P.S. Purtroppo la parola scritta non è in grado di descrivere i volti stupefatti di quelle ‘compagne di viaggio’, indefesse escursioniste, nell’apprendere che non andavo in montagna da ottobre e che, oltretutto, non ne avevo affatto sentito la mancanza!!

domenica 4 novembre 2012

Montagna: è il momento di dire NO

Arriva sempre, un'ora o l'altra della vita di ciascuno, il momento di dire 'basta! non se ne può più!'.
A me è capitato quest'oggi, 4 novembre, in una tipica, uggiosa mattinata autunnale. C'era in programma l'ultima gita 'ufficiale' della Sat, quella che da più di dieci anni è organizzata in collaborazione con un'altra sezione e che prevede, a fianco della camminata più o meno difficoltosa, un pranzo 'rustico' cucinato da soci volonterosi. Ma anche oggi, come successo altre volte nel passato, Giove Pluvio ha deciso di metterci lo zampino, regalandoci una giornata grigia e piovosa, degna conclusione di una settimana un po' altalenante sotto il profilo meteo.
-Se piove- aveva spiegato il capogita, l'arzillo Domenico B., sempreverde 75enne, agile e scattante -modificheremo il programma, rimanendo a fondovalle, sul lago di Ledro, utilizzando, per il pranzo, i locali della sezione Sat-
Ottimo- avevo pensato con un certo sollievo -eviteremo una discesa spaccagambe (già sperimentata in precedenti, faticose occasioni).
Così stamattina, ben vestita e ombrello munita contro la precipitazione continua, mi reco al pullman e perto, in compagnia di altri quaranta 'audaci', nella convinzione di trascorrere una giornata piovosa sì, ma in lieta compagnia e con un moderato impegno fisico. Ma non ho fatto i conti con la 'forza morale' dei Satini, per i quali 'non esiste l'impossibile', 'e che vuoi che sia per un po' di pioggia?', scoprendo, quando siamo già in viaggio verso la valle di Ledro, che il nostro 'giovinetto' capogita ultrasettantenne ha cambiato idea. Altro che passeggiata tranquilla lungo il lago di Ledro, prima del momento conviviale! Si seguirà invece il programma originario, con moderata salita e decisa discesa, a tratti stile 'picchio-pendìo', con una bella escursione... sotto la pioggia.
Eh no! Così non va! Quindi, GIAMMAI! Volete fare una gita sotto la pioggia, con visibilità pari a zero, tra boschi e sentieri coperti da foglie bagnate e sdrucciolevoli? Andate pure, io dico BASTA!
E lasciati partire i volonterosi, me ne torno solitaria a Riva del Garda e di qui a Trento, con una corriera di linea, che alle ore 14.45 mi lascia alla stazione delle autocorriere, da dove mi incammino, ombrello aperto e zaino in spalla, verso la casa della mia anziana genitrice. Un'ora abbondante di strada all'andata e circa 45 minuti al ritorno: anche senza grandi dislivelli, ho fatto la mia camminata.
E con la Sat? Il prossimo anno controllerò ben bene ogni proposta e prima di iscrivermi a questa o quella uscita, consulterò attentamente i vari siti meteo. Le performances con ombrello aperto le lascio agli 'inossidabili', nella convinzione che l'andare in montagna deve essere un momento di gioia e di piacere, non una fonte di sofferenza.

lunedì 27 febbraio 2012

Escursione con tentazione

Domenica 26 febbraio, ore 12. Sono seduta su panchetta di emergenza all’esterno della malga Fossernica di dentro, gruppo del Lagorai, Trentino orientale, nei pressi del paesino di Caoria, in un punto riparato e sottovento, in compagnia di Alberta e Remo e siamo in procinto di consumare il fiero pasto con quanto portato da casa.
Siamo rimasti in tre (in altro luogo ‘protetto’ ci sono Giuliano e Giuseppe, che prenderanno quasi subito la via del ritorno), ben lontani da quella strada ‘tra Girgenti e Monreale’, cantata anni luce fa da un allora giovane Domenico Modugno, mentre tutti gli altri, compresa la mia fida compagna Carla B., si sono incamminati verso la cima dei Paradisi, odierna meta di un’escursione riservata alle ciaspole, che si è invece trasformata nella prima ‘pedestre’ della stagione.
Di neve, infatti, ce n’è assai poca, quasi niente nel bosco, tranne qualche breve tratto ghiacciato, per cui le ciaspole hanno viaggiato agganciate agli zaini. (-Aven portà a spass le ciaspole- dirà il mio amato consorte nel saluto finale, nel viaggio di ritorno)
Le mie, invece, sono addirittura rimaste nella bagagliera del pullman. Sarebbero state di intralcio e un peso superfluo per la mia schiena che quest’oggi è un po’ dolorante (probabilmente a conseguenza del mio ‘supelavoro’ in palestra…) e che mi quasi quasi mi induceva a rimanere accanto al potente mezzo, in compagnia dell’autista Orazio. Poi, stretti i denti, supportata moralmente dal marito, mi sono incamminata in fondo al gruppo e, passo dopo passo, ho risalito il bosco, ho affrontato impavida la ‘buferina’ nevosa che ci ha accompagnati per un quarto d’ora, ho calpestato la scarsa neve presente nei prati prospicienti la malga e ho raggiunto la (mia) meta, ricevendo anche i complimenti coniugali per il mio procedere senza fatica.
E adesso sono qui, alle prese con due clementine un po’ vizze e qualche galletta di kamut, mentre osservo le alte cime che contornano l’altro versante della valle, con improvvise e impalpabili nuvole nevose che si alzano per un probabile forte vento e ascolto Alberta che mi racconta delle sue ‘prodezze’ culinarie.
-Ieri dopodisnar ho fat la ‘treccia mochena’ (dolce di pasta lievitata con ripieno di marmellata e crema), e la m’è vegnuda abastanza ben, anche se la pasta l’era en po’ grossa sui bordi…-
Così dicendo, toglie dallo zaino l’elegante box-lunch rosa con disegni grigi, che la segue in tutte le sue escursioni e lo apre, mostrandomi all’interno tre belle fette del citato dolce.
-Tone una…- dice porgendomi il contenitore.
-Oh, Alberta, che tentazion! Pecà che sente en Quaresima e mi son drio a far ‘na ‘quaresima’ dolciaria…-
-Ma elo en ‘fioretto’, el tuo?-
-No, l’è sol en tentativo de limitar la quantità de dolci… Però l’è così bela, quela torta, che quasi quasi farò en sacrificio..-
E così avviene. Una mezza fetta, volendo lasciare l’altra metà a Paolo, al suo ritorno dalla cima.
-Alberta, l’è BUONISSIMA!! Una meraviglia! E, va là, dame anche quel’altra metà… El doveva star qua, el Paolo, se el ne voleva en po’. Chi va sulla cima, el perde la tortina!!-
Come si fa presto a recedere da ‘fermi’ propositi di rinuncia al dolce! Basta una ‘treccia mochena’…
Ma si sa, lo spirito sarebbe forte, è la carne ad essere debole!! Eheheh!

martedì 21 febbraio 2012

Ieri, oggi e propositi per domani...


Le previsioni meteo, ahimè, erano esatte. Precipitazioni, promettevano per la giornata di domenica e precipitazioni sono state, una nevicata lieve e costante in un’atmosfera grigiastra, con quella foschia che sfuma i contorni e ti regala l’impressione di camminare nel nulla. E l’ambiente, ancora una volta, è stata l’austriaca Oberbergtal, quest’anno una vera ancora di salvezza… nevosa per gli appassionati amanti della montagna d’italica stirpe, compresi i due amici ‘internazionali’, la giovane greca Efi e l’aitante Ozam, turco di Ankara, a Trento con contratto di ricercatore presso l’Università.
53 partecipanti, che partono scattanti alla conquista della cima del giorno, la Grubenkopf, lasciando indietro fin da subito le ‘solite note’, le indomite ‘fratelle’ M, per le quali ‘non esiste l’impossibile’ (neppure fossero state arruolate nell’arma!) ed un trio di placide signore, di cui una è la sottoscritta.
-Neanche oggi siamo arrivate sulla cima- affermerà alla fine della giornata con un pizzico di delusione nella voce, Carla B.
-Ma dove volevi andare, che non ci si vedeva da qui a lì…- la consolerà Silvana, che si era riproposta di camminare fino a mezzogiorno in punto, prima di tornare sui suoi passi. Ed io non potrò che darle ragione: abbiamo fatto anche noi la nostra parte e se la cima è rimasta inviolata ai nostri passi….. pazienza. La conquisteremo in qualche altra occasione…
Le fatiche del giorno si concludono nelle prime ore del pomeriggio, una volta ritornate al parcheggio del pullman, nell’affollato (e unico) locale, gestito da una brusca e poco cordiale austriaca Frau, che serve i numerosi clienti con fare sbrigativo ed espressione quasi infastidita e solo al momento di pagare sul suo volto appare una specie di smorfia che può sembrare un accenno di sorriso (e te credo, con tutti quegli euri che si è messa oggi in saccoccia…)
E poi è di nuovo lunedì, una giornata intensa che si è aperta con una sessione ‘stiratoria’ e conclusa con una cena ‘casalinga’ in compagnia dei patagonici amici chiusa da un’abbuffata di tipici dolci carnevaleschi -una vera overdose di crostoli- al termine della quale mi sono sentita come il classico coccodrillo con il tardivo pentimento.
I buoni propositi a domani, primo giorno di quaresima, mercoledì delle ceneri, con digiuno e astinenza… dai dolci. Vedremo quanto dura!!


sabato 18 febbraio 2012

E un'altra settimana è andata...

Eh sì, qui non si fa a tempo a mettere via zaini e scarponi la sera della domenica, che è di nuovo sabato e ricomincia la giostra, dopo un’altra settimana trascorsa quasi senza che me ne accorgessi tra i consueti impegni...
E l’inglese il lunedì pomeriggio, con il mio metaforico arrampicarmi sui vetri dell’ampio appartamento della teacher, nell’impegnativo compito di discorrere del più e del meno nell’idioma di Shakespeare e il martedì al Mandacarù tra scontrini, resti, contanti, bancomat, grazie signora, prego signora, arrivederci e buon pomeriggio e la palestra, quante più mattine posso, a volte da sola, altre con l’amato consorte, che pedala su quella cyclette, nemmeno si volesse allenare per il Giro d’Italia… Ma anch’io cerco di fare del mio meglio, nel tentativo di tornare ad una forma (quasi) smagliante (?!!?) da giovincella…. cinquantenne (e andrebbe già di lusso!), esercizi di qui, macchine di là, questo per l’interno coscia, quello per i pettorali, l’altra macchina per gli addominali e poi lo steep e il tapis-roulant, spostandomi di qua e di là come una trottola. Per fortuna, i frequentatori (perlomeno quelli che incontro al mattino) sono persone ‘normali’, molte signore suppergiù della mia età, tanti pensionati (i giovani e aitanti affollano la fascia di mezzogiorno e quella a tarda sera), normali anche nell’abbigliamento, senza quell’ostentazione di body e bodyni su corpicini scolpiti. Ci si sente a proprio agio, insomma.
Questi ultimi giorni, poi, sono stati caratterizzati da tiepide temperature, quasi incredibili dopo il gelo della settimana scorsa, che fanno venir voglia di primavera, di aria nuova, di ‘rinascita’.... (e anche di pioggia, che qui da noi manca ormai da mesi, indispensabile per pulire quest’aria polverosa che pesa come una cappa).
E già si stanno approntando i primi dehors, davanti a questo o quel caffè, chiari indizi dell’imminente e attesa bella stagione, a mo’ di moderne rondini… cittadine. Forse un po’ prematuri, come ha sottolineato stamattina il consorte… ‘perché podén ancora spalar tanta de quela nef’… Ma di quale neve? Di quella che quest’anno ci ha del tutto dimenticati? Mah…
Per intanto, domani mattina le nostre strade si dirigeranno ancora una volta in territorio austriaco, nell’ormai conosciuta Oberbergstal, che sta diventando meta prediletta degli scialpinisti e dei ciaspolatori della Sat, sportivi emigranti della domenica. E nonostante le previsioni meteo non siano delle migliori…

mercoledì 15 febbraio 2012

Di iscrizioni, escursioni e altro

Sarà la mancanza quasi totale di neve, sarà il desiderio di trascorrere le domeniche in festante compagnia o sarà altro motivo che mi sfugge, sta di fatto che al lunedì pomeriggio, quando alla Sat ‘aprono’ le iscrizioni per la gita della domenica successiva, nel giro di una decina di minuti i posti a disposizione vengono esauriti, con un seguito di persone in lista di attesa, per la gioia del cassiere e dei bilanci della società.
E anche lunedì 13 è successa la stessa cosa: ore 17.30, apertura della sede e ore 17.38, l’attimo in cui mettiamo piede, il consorte ed io, nei locali della Sat, l’elenco è quasi completo ed è solo con un rush degno del miglior Pietro Mennea che riusciamo ad ‘occupare’ gli ultimi posti, in compagnia dell’illustre presidente Paolo F e degli altri amici ‘patagonici’. Mai vista una simile corsa alle fatiche domenicali!!
Ieri pomeriggio, invece, si aprivano le iscrizioni alla settimana sulla costiera amalfitana, un mix di visite e camminate in quei luoghi spettacolari, per le quali si ipotizzava un assalto sulla falsariga di quello ai forni, di manzoniana memoria, com’era successo lo scorso anno, pressappoco in questi giorni, per la vacanza di maggio in terra di Sardegna.
-Mi preparerò con l’elmetto- aveva sostenuto nei giorni scorsi il presidente Paolo F.
-Ti guarderò le spalle- l’aveva rassicurato il consorte.
Poi, la soluzione, semplice e praticabile, un vero ‘uovo di Colombo’ escursionistico: il bigliettino con numerino, stile supermercato. Ogni ‘testa’ un tagliando, con la possibilità per ognuno di iscrivere il proprio coniuge o parente o amico e con questa ‘trovata’ tutto ha funzionato a meraviglia.
-Siete stati bravissimi.- Il giudizio positivo di Rosa, reduce dalla maratona ‘iscrittoria’, mi ha raggiunga a Mandacarù dove stavo operando nel mio pomeriggio di volonterosa volontaria e le sue parole mi hanno fatto esalare il più classico dei sospiri di sollievo. Menomale!! Non sarebbe stato il massimo, uno ‘spintonamento’ con risentiti scambi di accuse ‘gh’ero prima mi, no ti te sei ‘rivà dopo, no sta a butar, adès l’è el me turno…’

E per un ‘escursionistico’ aggiornamento, domenica scorsa, con partenza alle 6.00 (sì, avete letto benissimo!), ancora avvolti dalle tenebre notturne, ci siamo recati in val Casies, a Santa Magdalena, da dove ci siamo incamminati sotto un cielo bigio e grigio verso il cosiddetto Giogo del Bosco, una delle tante cime che circondano la valle.
Sì, faceva freddo (mai comunque come la settimana precedente in terra austriaca) e dopo un po’ è pure cominciato a nevicare, fiocchi leggeri e quasi impalpabili che turbinavano nell’arietta frizzante, ma che non hanno impedito ad un ristretto numero di audacissimi di giungere alla vetta, uno sguardo a 360°… nel nulla -ad alta quota c’era uno strato di densa foschia che avvolgeva come bambagia- e subito via, di ritorno, con i panini quasi gelati nello zaino e il thè non più bollente nelle thermos.
Così almeno ci racconteranno, perché la ‘first lady’ Silvana ed io optiamo per il tragitto più semplice, puntando direttamente alla malga Stumpf, una rustica e minuscola costruzione al limitare del bosco, dove troviamo rifugio e conforto. Un’escursione a due, insomma, dato che il terzo della compagnia, un ex-ventenne d’indomita indole, ci segue a distanza…. siderale, tanto da farci temere per la sua sopravvivenza e che raggiungerà la malghetta con tempi ben al di là del quarto d’ora accademico. E qui arriveranno poi diversi altri compagni che, di fronte all’accanirsi del maltempo, hanno rimandato ad occasione più favorevole la conquista della cima...
La grigia giornata si conclude, comunque, in un’amichevolissima atmosfera a Santa Magdalena, in un affollato locale, dove in attesa degli ultimi ciaspolatori si mangiano gustosi piatti sud-tirolesi, si scherza e si ride e si gioca perfino a carte, un paio di mani a scala40, con la vittoria dell’autista che, astuto e sornione, attende la carta giusta per aprire e chiudere, lasciando i compagni con un palmo di naso.
E poi le oltre due ore di viaggio per tornare a casa, accompagnate da musiche anni ’70 che il suddetto chaffeur canticchia in accompagnamento, coadiuvato da diversi di noi che ritrovano nella memoria parole e rime date per ‘disperse’, in un quasi nostalgico ritorno ad un lontano ‘come eravamo e che cosa cantavamo’.
E’ mancata solo ‘Piccola Katy, la porta è socchiusa, non devi nemmeno inventare una scusa, dormono tutti di un sonno profondo e questo silenzio è la fine del mondo’… La prossima volta gliela domando. Ce l’avrà di sicuro, l’autista Armando su qualcuna delle sue registrazioni…

mercoledì 8 febbraio 2012

Domenica di sole e di gelo

Anche il Trentino, finalmente, ha visto la neve. Non a Trento, dove il cielo si è mantenuto grigio e cupo per tutta la giornata con nubi basse fino a toccare la ‘collina’, vale a dire la fascia periferica alle pendici dei monti ad est della città, dove probabilmente qualche fiocco è caduto, ma nelle vallate e sulle montagne, sia pure in quantità non rilevante (il tg3 di tarda serata non ne accenna neppure...)
Era comunque strano vedersi così diversi dal resto (o quasi) dell’Italia, da quelle zone sommerse da neve inconsueta o inaspettata, noi, una fredda enclave grigio-verde accomunata al resto del paese solo dalle rigide temperature di questi giorni.
E allora, se la neve non è venuta da noi, siamo stati noi ad andare dalla neve e sia sabato sia domenica due pullman di appassionati scialpinisti e/o amanti della ciaspola hanno preso la via dell’espatrio in terra austriaca, una ventina di km dal passo Brennero, all’imbocco della Oberbergtal, dove di neve farinosa, soffice e abbondante ce n’è in grande abbondanza. Unico neo, i circa meno quindici (qualcuno giurava che fossero addirittura venti i gradi sotto lo zero…) che ci attendono al nostro arrivo a Gries. E per fortuna non c’è vento!
Ciascuno, comunque, è attrezzato alla bisogna, con ‘tecnico’ abbigliamento adatto anche a temperature quasi polari: niente pesanti velluti a ‘coste’ di pantaloni alla zuava, niente pesanti maglioni sferruzzati a mano da solerti mamme (o nonne) e neppure quei calzettoni di lana spesso di casalinga fattura, ma indumenti più leggeri e nello stesso tempo più caldi, di tessuti traspiranti, antivento e di veloce asciugatura.
Qualcuno è addirittura irriconoscibile, tra berretto, bandana, occhiali e cappuccio e lo si distingueva solo dal colore di qualche capo di abbigliamento.
-Chi sarà quella giacca a vento rossa?-
-Ah sì, è la Carla… Non la riconoscevo, con quella berretta fin sul naso…-
Così ci inerpichiamo, lungo una comoda traccia nel bosco fino alla Sattelbergalm, una grande struttura ricettiva con self-service, domenicale meta di decine e decine di escursionisti, ma non è il momento di fermarci. E’ ancora presto e c’è altrettanto dislivello per raggiungere la Sattelberg, la cima innevata e battuta dal vento con la sua brava croce di legno, ma io non sarò tra i ‘conquistadores’, perché, risalito il pendio tra possenti conifere completamente ricoperte da soffice neve, simile a bambagia e raggiunta l’aperta e soleggiata parte sommitale, cedo le armi e faccio dietrofront.
Per oggi ho sofferto abbastanza: nonostante le manopole di piuma ho le mani completamente gelate (per non parlare dei piedi…), ma la situazione più critica riguarda il viso con berretto e bandana in parte irrigiditi dal gelo e uno strato sottile di ghiaccio all’interno degli occhiali da sole.
Basta, desidero un luogo caldo e una minestra bollente, mi dico riprendendo la via del ritorno. E non sono la sola a tornare indietro.
Con due compagne di avventura scendo verso la malga, seguendo una traccia del tutto diversa da quella della salita che ci costringe ad un allungamento del percorso ed è con vero sollievo che raggiungiamo la meta e i due Knödeln in brodo, caldo e ben salato che ristorano stomaco e animo.
Nel giro di una ventina di minuti tutti i compagni sono alla Sattelbergalm, ciascuno debitamente ‘rinfrescato’ e ciascuno desideroso di una pietanza calda caldissima…
Verso le 14.30 cominciamo a scendere lungo un ampio vallone verso il fondovalle dove l’autista Orazio ha trascorso lunghe ore in nostra attesa all’interno del pullman, avendo trovato chiusi i due locali pubblici del paesino di Gries. Menomale che, nella sosta mattutina all’autogrill di Bressanone, aveva comperato un panino imbottito (‘quasi per caso- ci racconta –altrimenti sarei rimasto senza pranzo…’)
E per tutto il viaggio di ritorno, uno dei leit-motiv dei discorsi è il freddo polare della giornata e il rischio di trovarsi con le punte delle dita in via di congelamento.
-Sapevamo benissimo di queste temperature gelide… E se avessimo dovuto ricorrere al pronto soccorso, non avremmo neppure potuto lamentarci, per non fare la figura del sindaco Alemanno!!



sabato 7 gennaio 2012

Ricominciaaamo!

Domattina comincia la stagione gite 2012 della Sat, con un fittissimo calendario che va dall’8 gennaio all’11 novembre, quando ci sarà la castagnata di chiusura, con il suo contorno di pranzo, ricchi premi e cotillon vari. In più, da quest’anno, a partire dal 18 aprile e a scadenza quindicinale, saranno in programma le ‘escursioni del mercoledì’, con itinerari ‘alla portata di tutte le gambe’ (con un minimo di allenamento, s’intende), meno impegnativi, ma ugualmente gratificanti, un’iniziativa per noi nuovissima, già collaudata da altre sezioni, quella di Riva del Garda in primis, che riesce ogni volta a riempire ben due pullman, con i suoi VIP ( vecchietti in pensione).
E anche quest’anno mi assumerò l’onore e l’onere di ‘capeggiare’ ben quattro escursioni tra aprile e luglio: il 15 aprile sull’altopiano del Renon (Bz), itinerario già programmato la scorsa stagione e sospeso per le fosche (e puntualmente avveratesi) previsioni meteo e il 22 dello stesso mese in val Venosta, con visita a Castel Juvale, maniero di proprietà di Reinhold Messner. In questa seconda uscita il ruolo di capogita sarà condiviso con la scattante e sempreverde Maria C., vera forza della natura, dal glorioso pedigree… montano.
Le altre due, in data 17 giugno e 8 luglio, ci vedranno percorrere sentieri della val Badia e della Presanella; tutte, comunque, saranno oggetto di una prova-gita, da effettuarsi qualche tempo prima della data stabilita, onde evitare inopportuni sbagli di bivii e di sentieri (e ne succedono, con una certa frequenza!!)
L’uscita ‘lunga’, ancora una volta proposta da Alessandra, ci porterà sulla Costiera Amalfitana, sette giorni di camminate, visite, bagni (speriamo…) in quegli splendidi scenari naturali che tanti turisti attraggono da tutto il mondo.
Naturalmente, anche il consorte ha il suo bravo numero di escursioni da guidare, cominciando da quella di domani, una sci-alpinistica sui monti Sarentini, a cui seguiranno due ‘classiche’, il Meeting del Lagorai ed il Camminasat, quindi un’escursione con la E maiuscola sul monte Bianco, quattro giorni con l’ascesa ai 4810 metri della cima e, per concludere, il trekking agostano che quest’anno ci vedrà percorrere in sette tappe l’alta via della Valmalenco. Un carnet di tutto rispetto…
E per concludere, un’ultima osservazione: se per me, quella di domani sarà ‘la prima’ escursione dopo il periodo di riposo…. pedestre, per molti dei valenti compagni sarà ‘solo’ l’uscita dell’8 gennaio. Sì, perché l’Ezio, la Loreta, la Carla, il Roberto, la Lina, soltanto per citare qualche nome, NON hanno MAI smesso di andarsene alla domenica (e qualcuno anche il mercoledì o il giovedì e, perché no, anche il venerdì o il sabato) su e giù per monti e cime, con unica sosta, el dì de Nadal!! Ma a Santo Stefano (e al prim de l’an), scarponi ai piedi, prosàch en spalla e via!! Se non è passione questa…