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domenica 16 dicembre 2012

Di neve, domeniche d'oro e frenesia di acquisti

Ancora una volta il servizio meteo non ha sbagliato. Neve a bassa quota, aveva previsto, nella giornata di venerdì e neve a bassa quota è stata, per la gioia di molti, in primis alcune mie romantiche (e più giovani) cognate che innalzano inni di gioia al Signore ogniqualvolta i bianchi fiocchi volteggiano in cielo (io, mooolto più prosaica, penso sempre ai disagi cittadini post-nevicata…), una neve sottile e continua che ha subito attecchito su tetti, giardini, strade e marciapiedi, lasciando uno strato scivoloso su cui camminare con estrema prudenza.
E venerdì sera era in programma la tradizionale cena dei collaboratori e dei capigita Sat, questa volta organizzata sull’altopiano di Pinè, ad una ventina di km dalla città, che abbiamo raggiunto a bordo di un pullman, noleggiato dalla sezione.
-Chi sarà stato il veggente che ha proposto l’utilizzo del pullman?- mi aveva chiesto al mattino l’amica Rita.
Già, erano stati alcuni partecipanti a caldeggiare l’uso del mezzo ‘pubblico’ al posto delle auto private, proprio nell’ipotesi di decembrine nevicate. Mamma mia, ma cosa vanno a ipotizzare, aveva pensato qualcun altro. Invece, hanno avuto ragione e il comodo pullman gran turismo, anche stavolta condotto con perizia e prudenza dall’autista Orazio, ha condotto i 47 invitati lungo strade innevate, sulle quali i mezzi spazzaneve non erano ancora passati. E, arrivati a Trento quando la mezzanotte era già scoccata, sempre sotto una fitta nevicata abbiamo attraversato a piedi la città, a quell’ora territorio di gioco e di allegri schiamazzi di gruppi di giovani, per i quali la neve sicuramente rappresentava… il vlaore aggiunto.

Quest’oggi, invece, dopo un sabato di pioggia battente (lascio a ciascuno immaginare lo stato di strade e marciapiedi), è ricomparso un timido sole che si è via via fatto largo tra le nubi.
Oggi, terza delle domeniche d’oro pre-natalizie, con negozi aperti in aggiunta al mercatino di Natale di piazza Fiera, ha visto ancora una volta l’assalto di schiere di turisti alla ricerca di regali e buoni affari (?) fuori porta. Un fiume di gente, che scorre continuo lungo la direttrice piazza Duomo-piazza Fiera e che costringe il malcapitato residente, nella fattispecie il consorte ed io, ad un difficoltoso procedere controcorrente. E il colmo è che basta girare l’angolo per trovare poco affollate e negozi visitati solo dai ‘locali’, nei quali facciamo le nostre due-tre spese prima di ri-affrontare la folla per tornarcene a casa.
Nel pomeriggio, infine, sono di corvée al negozio Mandacarù, ‘affrontando’, dalla mia postazione alla cassa, una fila pressoché ininterrotta di acquirenti. In qualche momento, un quasi delirio, tra chi deve pagare, chi chiede la confezione regalo (là, a quel tavolo…), chi domanda dove si trova questo o quello, chi guarda, chi tocca, chi sbuffa, chi ha fretta, chi ti presenta una banconota da 50 euro per un addobbo dal costo di 1,92…
E alle 19.00, ora di chiusura, nel negozio c’era ancora una decina di clienti…

E i miei, di regali?
No, non li ho ancora completati. Mi manca un numero imprecisato di plum-cake da preparare (sarà il lavoro principe del prossimo fine-settimana); i biscotti sono quasi pronti (grazie alla laboriosa collaborazione del consorte :-D ); ho già acquistato una serie di ‘pensierini’ e il problema sarà a chi destinarli in modo ‘adeguato’, perché continuo a decidere e a cambiare idea… (eh sì, sono quasi sicura di avere lontane ascendenze in Danimarca, nei pressi di Elsinore…).
I figli non sono un problema (basta un ‘bonifico’); il consorte, invece, è un vero ‘osso da brodo’. Sarà meglio che si comperi lui, quello che vuole!

martedì 21 febbraio 2012

Ieri, oggi e propositi per domani...


Le previsioni meteo, ahimè, erano esatte. Precipitazioni, promettevano per la giornata di domenica e precipitazioni sono state, una nevicata lieve e costante in un’atmosfera grigiastra, con quella foschia che sfuma i contorni e ti regala l’impressione di camminare nel nulla. E l’ambiente, ancora una volta, è stata l’austriaca Oberbergtal, quest’anno una vera ancora di salvezza… nevosa per gli appassionati amanti della montagna d’italica stirpe, compresi i due amici ‘internazionali’, la giovane greca Efi e l’aitante Ozam, turco di Ankara, a Trento con contratto di ricercatore presso l’Università.
53 partecipanti, che partono scattanti alla conquista della cima del giorno, la Grubenkopf, lasciando indietro fin da subito le ‘solite note’, le indomite ‘fratelle’ M, per le quali ‘non esiste l’impossibile’ (neppure fossero state arruolate nell’arma!) ed un trio di placide signore, di cui una è la sottoscritta.
-Neanche oggi siamo arrivate sulla cima- affermerà alla fine della giornata con un pizzico di delusione nella voce, Carla B.
-Ma dove volevi andare, che non ci si vedeva da qui a lì…- la consolerà Silvana, che si era riproposta di camminare fino a mezzogiorno in punto, prima di tornare sui suoi passi. Ed io non potrò che darle ragione: abbiamo fatto anche noi la nostra parte e se la cima è rimasta inviolata ai nostri passi….. pazienza. La conquisteremo in qualche altra occasione…
Le fatiche del giorno si concludono nelle prime ore del pomeriggio, una volta ritornate al parcheggio del pullman, nell’affollato (e unico) locale, gestito da una brusca e poco cordiale austriaca Frau, che serve i numerosi clienti con fare sbrigativo ed espressione quasi infastidita e solo al momento di pagare sul suo volto appare una specie di smorfia che può sembrare un accenno di sorriso (e te credo, con tutti quegli euri che si è messa oggi in saccoccia…)
E poi è di nuovo lunedì, una giornata intensa che si è aperta con una sessione ‘stiratoria’ e conclusa con una cena ‘casalinga’ in compagnia dei patagonici amici chiusa da un’abbuffata di tipici dolci carnevaleschi -una vera overdose di crostoli- al termine della quale mi sono sentita come il classico coccodrillo con il tardivo pentimento.
I buoni propositi a domani, primo giorno di quaresima, mercoledì delle ceneri, con digiuno e astinenza… dai dolci. Vedremo quanto dura!!


mercoledì 8 febbraio 2012

Domenica di sole e di gelo

Anche il Trentino, finalmente, ha visto la neve. Non a Trento, dove il cielo si è mantenuto grigio e cupo per tutta la giornata con nubi basse fino a toccare la ‘collina’, vale a dire la fascia periferica alle pendici dei monti ad est della città, dove probabilmente qualche fiocco è caduto, ma nelle vallate e sulle montagne, sia pure in quantità non rilevante (il tg3 di tarda serata non ne accenna neppure...)
Era comunque strano vedersi così diversi dal resto (o quasi) dell’Italia, da quelle zone sommerse da neve inconsueta o inaspettata, noi, una fredda enclave grigio-verde accomunata al resto del paese solo dalle rigide temperature di questi giorni.
E allora, se la neve non è venuta da noi, siamo stati noi ad andare dalla neve e sia sabato sia domenica due pullman di appassionati scialpinisti e/o amanti della ciaspola hanno preso la via dell’espatrio in terra austriaca, una ventina di km dal passo Brennero, all’imbocco della Oberbergtal, dove di neve farinosa, soffice e abbondante ce n’è in grande abbondanza. Unico neo, i circa meno quindici (qualcuno giurava che fossero addirittura venti i gradi sotto lo zero…) che ci attendono al nostro arrivo a Gries. E per fortuna non c’è vento!
Ciascuno, comunque, è attrezzato alla bisogna, con ‘tecnico’ abbigliamento adatto anche a temperature quasi polari: niente pesanti velluti a ‘coste’ di pantaloni alla zuava, niente pesanti maglioni sferruzzati a mano da solerti mamme (o nonne) e neppure quei calzettoni di lana spesso di casalinga fattura, ma indumenti più leggeri e nello stesso tempo più caldi, di tessuti traspiranti, antivento e di veloce asciugatura.
Qualcuno è addirittura irriconoscibile, tra berretto, bandana, occhiali e cappuccio e lo si distingueva solo dal colore di qualche capo di abbigliamento.
-Chi sarà quella giacca a vento rossa?-
-Ah sì, è la Carla… Non la riconoscevo, con quella berretta fin sul naso…-
Così ci inerpichiamo, lungo una comoda traccia nel bosco fino alla Sattelbergalm, una grande struttura ricettiva con self-service, domenicale meta di decine e decine di escursionisti, ma non è il momento di fermarci. E’ ancora presto e c’è altrettanto dislivello per raggiungere la Sattelberg, la cima innevata e battuta dal vento con la sua brava croce di legno, ma io non sarò tra i ‘conquistadores’, perché, risalito il pendio tra possenti conifere completamente ricoperte da soffice neve, simile a bambagia e raggiunta l’aperta e soleggiata parte sommitale, cedo le armi e faccio dietrofront.
Per oggi ho sofferto abbastanza: nonostante le manopole di piuma ho le mani completamente gelate (per non parlare dei piedi…), ma la situazione più critica riguarda il viso con berretto e bandana in parte irrigiditi dal gelo e uno strato sottile di ghiaccio all’interno degli occhiali da sole.
Basta, desidero un luogo caldo e una minestra bollente, mi dico riprendendo la via del ritorno. E non sono la sola a tornare indietro.
Con due compagne di avventura scendo verso la malga, seguendo una traccia del tutto diversa da quella della salita che ci costringe ad un allungamento del percorso ed è con vero sollievo che raggiungiamo la meta e i due Knödeln in brodo, caldo e ben salato che ristorano stomaco e animo.
Nel giro di una ventina di minuti tutti i compagni sono alla Sattelbergalm, ciascuno debitamente ‘rinfrescato’ e ciascuno desideroso di una pietanza calda caldissima…
Verso le 14.30 cominciamo a scendere lungo un ampio vallone verso il fondovalle dove l’autista Orazio ha trascorso lunghe ore in nostra attesa all’interno del pullman, avendo trovato chiusi i due locali pubblici del paesino di Gries. Menomale che, nella sosta mattutina all’autogrill di Bressanone, aveva comperato un panino imbottito (‘quasi per caso- ci racconta –altrimenti sarei rimasto senza pranzo…’)
E per tutto il viaggio di ritorno, uno dei leit-motiv dei discorsi è il freddo polare della giornata e il rischio di trovarsi con le punte delle dita in via di congelamento.
-Sapevamo benissimo di queste temperature gelide… E se avessimo dovuto ricorrere al pronto soccorso, non avremmo neppure potuto lamentarci, per non fare la figura del sindaco Alemanno!!



domenica 22 gennaio 2012

Saluti nevosi

Ancora una volta siamo ospiti dell'hotel Alpenblick, a Moso Pusteria, per una settimana di relax sulla neve.
E anche quest'anno con noi ci sono Margherita (Delphine) e Antonio, in compagnia del figlio 'irlandese', in ferie italiche, desideroso di lunghe sciate. Così, mentre i tre 'giovanotti' oggi si sono dedicati alle piste del monte Elmo, Margherita ed io abbiamo camminato nella val Fiscalina, godendo di un sole splendente e di una temperatura più che accettabile, prima di tornare all'albergo e di approfittare delle opportunità 'ateltiche' wellness&piscina.
Il 'guaio' di quest'hotel è la cucina... ;-) curata, appetitosa e.... abbondante, che rappresenta un vero attentato alla linea.
Vorrà dire che seguiremo un severo regime dietetico una volta a casa...