giovedì 15 agosto 2013

Ferragosto 2013

15 agosto, ore 6 a.m., la sveglia suona inesorabile. No, non è per me, ma per il consorte, che quest’oggi ha in programma, con gli amici Patrizia e Ugo, un’escursione in val di Rabbi, alla ‘scoperta’ dell’itinerario che lo vedrà capogita il prossimo 1 settembre. Io, invece, che domenica scorsa, mettendo incautamente il piede sinistro su erbosa zolla ‘instabile’, mi sono procurata una piccola storta, , me ne starò in città, preferendo non mettere a repentaglio la ritrovata ‘snellezza’ della caviglia in questione, dopo due giorni di costanti impacchi di ghiaccio.
Così mi ritrovo libera da impegni di sorta, proprio in una giornata in cui parrebbe che tutti debbano avere incontri conviviali con amici, familiari e possibilmente in luoghi ameni, all’aria aperta, al mare, in montagna, sulle rive di qualche lago… Pazienza, mi dico, mi organizzerò a modo mio, una puntata in centro al mattino, approfittando della rinfrescata (e più umana) temperatura, un pranzo ‘su e via’, magari con un trancio di pizza, qualche lettura, un po’ di Internet navigazione, un pisolino sul divano…
Ma la Provvidenza interviene a cambiare le carte in tavola, assumendo le vesti di mia sorella che mi invita a pranzo. Non aspettarti nulla di particolare, precisa, una pasta fredda e un po’ di insalata. Non c’è problema, la rassicuro e perciò, poco dopo le dodici e trenta, con una piccola pianta di orchidea, acquistata su una bancarella del mercato settimanale che, stranamente, si è tenuto anche nella giornata festiva, suono alla sua porta.
La tavola è già apparecchiata, tre coperti, per un pranzo al femminile, noi due e la giovane figlia –il marito, mio cognato è al lavoro e il figlio/nipote è ancora in vacanza, sotto il caldo sole siciliano. E il menu, come era facilmente prevedibile, non è ‘solo’ un piatto di pasta fredda, ma ci sono delle ottime tartellette di pasta frolla con ripieno di verdura e formaggio per antipasto e delle piccole cheesecakes monoporzione a chiudere il tutto. Niente di particolare, si schernisce la cuoca, che è un’eccellente chef, capace di giocare alla pari con le creazioni del mio amato consorte. Ed io apprezzo il tutto, con un paio di bis, tanto per gradire…
Nel pomeriggio, dopo un secondo caffè e una necessaria pausa di… riflessione, facciamo una passeggiata lungo assolate e pressoché deserte strade semi-periferiche. Fa caldo, ma la temperatura è mitigata da un venticello gradevole che ci consente di camminare piacevolmente; basta solo avere l’accortezza di scegliere le parti in ombra ;-) Così, tra un discorso e l’altro, compiamo il nostro percorso, fino al momento di dividere le strade per il ritorno alle rispettive dimore e alle consuete incombenze…. casalinghe.
Una volta a casa, concludo il pomeriggio festivo, dedita ad un sano ozio, nell’attesa del ritorno del cavaliere errante…  sulle montagne trentine, che ritorna soddisfatto dell’itinerario, pronto a ripeterlo alla data stabilita.
E domani, mi chiede il consorte, come pensi di trascorrere il giorno del tuo genetliaco? Decidi quello che vuoi fare, sarò a tua disposizione…
Già, domani, 16 agosto, raggiungerò la meta dei 20x3+3… anni, aggiungendo una nuova tacca all’albero della mia vita. E che dire? Mi fa una certa impressione pensare a questo numero, che mi sembra davvero grande… Forse mi conviene pensare all’ottimistica previsione/augurio della mia augusta suocera, la mammà, che un paio di settimane fa mi ha detto, quasi con tono perentorio ‘te g’hai davanti altri trent’anni, come minimo’. Se lo dice lei.. ;-)
 

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